Caserma Fanti, disposte dal Tribunale nuove indagini per accertare il rispetto dei vincoli
Le autorità dovranno continuare ad indagare sui lavori in corso presso l’ex caserma Fanti di Modena. Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Modena, non accogliendo la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura e disponendo appunto un supplemento di indagine.
A riferirlo è Italia Nostra, che da anni si batte contro la trasformazione dello storico immobile situato a ridosso della chiesa di San Pietro e del Parco delle Mura. L’associazione spiega: “È necessario dunque accertare se per trasformare in condominio di lusso la Caserma Fanti sia stata osservata la disciplina edilizia dettata dal Comune di Modena per il restauro scientifico, con il divieto di modificare le facciate dell’edificio vincolato e di alterare la distribuzione interna degli spazi. E il decreto che riconosce l’interesse storico e artistico dell’Ex Caserma Fanti, se ne tenga conto, registra l’articolazione dei prospetti in tre ordini di aperture, finestre quindi anche al piano terra (e vuole rispettata la tipologia delle caserme militari della prima metà dell’Ottocento)”.
Sul piatto ci sono quindi le ipotesi di reato di abuso edilizio e quello più grave di uso illecito di bene culturale. Italia Nostra dal canto suo non ha dubbi: “Basta guardare, la facciata su via Saragozza è stata modificata, le finestre al piano terra del partito architettonico vincolato dalla Direzione regionale beni culturali sono state trasformate nelle porte di misura giusta del passo di una moderna autovettura e gli unitari vasti spazi interni (la vincolata tipologia) sono stati alterati, frammentati in 32 appartamenti in regime di condominio”.
Per l’associazione le responsabilità ricadrebbero anche sul Comune di Modena: “L’Ufficio tecnico comunale ha omesso di adempiere al proprio compito istituzionale di vigilare sulla osservanza della disciplina edilizia e anzi in conferenza di servizi ha abilitato la prosecuzione dei lavori di radicale ristrutturazione della Caserma, nell’erroneo – assurdo – convincimento che l’autorizzazione della Soprintendenza (non sovraordinata, come è stato anche di recente ripetuto, ma distinto autonomo ordine di competenze) prevalesse sulla vincolante disciplina edilizia comunale e avesse quindi esonerato dall’esercizio del compito di vigilanza”.
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