il collega lo cerca per tutta la fabbrica, poi la tragica scoperta

FABRIANO Non vedendolo arrivare, ha pensato che fosse andato a fumare una sigaretta, come tutte le mattine. Ma i minuti passavano e del collega nessuna traccia. Così ha cominciato a cercarlo. Prima negli spogliatoi, poi persino in bagno, infine tra i reparti dello stabilimento. Fino alla sua postazione di lavoro. È lì che lo ha trovato, schiacciato dentro una pressa. La vittima è Singh Balvir, 57 anni, di origini indiane, residente a Fabriano, sposato e padre di due figli. Da 26 anni lavorava nello scatolificio Biondi di via Bachelet, uno degli operai con maggiore esperienza. In fabbrica andava ogni giorno in bicicletta. Ieri mattina non è più tornato.
La scoperta
La tragedia si è consumata nel reparto dove vengono trattati gli scarti di lavorazione. Una serie continua di presse, alimentata da un nastro trasportatore che convoglia gli scarti di cartone verso i macchinari, dove vengono compressi in grosse balle. Non è chiaro se il 57enne sia rimasto impigliato nel nastro o se si sia verificato un malfunzionamento della pressa. È stato il collega, dopo la terribile scoperta, a far scattare l’allarme. Sono arrivati il 118, i vigili del fuoco e la polizia, ma per l’operaio non c’era più nulla da fare: i sanitari ne hanno constatato la morte. Poco dopo, davanti ai cancelli, è arrivata la famiglia. All’interno erano già cominciati i rilievi, sul posto anche il Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Ast.
Fuori dai cancelli invece il titolare Sandro Biondi: «Il 13 ottobre c’era stato un controllo dell’Ispettorato del lavoro – ha detto – c’erano stati tutta una giornata.
Meglio di così non potevano cercare», ha detto, lasciando intendere che durante la verifica non fossero emerse criticità. Sotto sequestro sono finiti soltanto i macchinari interessati dall’incidente. Il resto dello stabilimento, invece, tornerà attivo oggi. La pm Valentina Bavai aprirà un fascicolo per le ipotesi di omicidio colposo e violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Gli accertamenti dovranno ricostruire la dinamica e verificare, in particolare, i dispositivi di sicurezza del macchinario. «Esprimo il più profondo e sentito cordoglio alla sua famiglia e alla comunità Sikh di Fabriano, componente operosa e integrata del tessuto sociale della città colpita da un dolore che appartiene a tutti noi», scrive la sindaca Daniela Ghergo. Alla fabbrica sono arrivati i rappresentanti della Cisl di Fabriano.
«Occorre chiarire rapidamente la dinamica dei fatti», dichiarano Alessandro Mancinelli e Andrea Cocco. Il sindacato ricorda 13 incidenti mortali sul lavoro nelle Marche dall’inizio dell’anno e più di 3.500 denunce in Provincia. Cgil e Slc Cgil chiedono un’indagine approfondita: «Morire sul lavoro è inaccettabile e non può essere considerato una tragica fatalità». La salma si trova a Torrette per l’autopsia.




