i pericoli per la salute
Nella notte tra il 1° e il 2 novembre 2026 una serie di attacchi informatici ha preso di mira i sistemi di refrigerazione di numerosi supermercati in Europa, con ripercussioni anche in Sicilia: tra Palermo e Catania diversi banchi frigo e congelatori sono stati manomessi e tonnellate di prodotto sono state scartate.
Secondo le ricostruzioni diffuse dai media continentali, il medesimo meccanismo è stato usato in più Paesi: in Svezia i termostati di alcune unità sarebbero stati forzati fino a valori estremi, con segnalazioni che parlano di temperature impostate addirittura fino a 70 gradi in alcune apparecchiature. In altri Stati — tra cui Estonia, Belgio, Lussemburgo e Irlanda — sono stati registrati analoghi malfunzionamenti.
La catena Coop, già interessata dagli attacchi in Svezia, ha subito danni anche in Sicilia: in alcuni punti vendita di Palermo e Catania i prodotti conservati nei frigoriferi sono stati eliminati e più negozi hanno sospeso temporaneamente l’attività. Sempre in Svezia sono state coinvolte anche catene come Ica, secondo quanto riportato.
In Belgio la procura federale ha avviato un’indagine. I media locali segnalano che l’ondata di anomalie è iniziata intorno alla mezzanotte tra domenica e lunedì e ha colpito decine di punti vendita, tra cui numerosi negozi di grandi catene. Le stime preliminari parlano di danni valutati in centinaia di migliaia di euro mentre in diversi supermercati anche i sistemi di cassa avrebbero registrato malfunzionamenti; non è però ancora stato chiarito se si tratti di conseguenze dirette dello stesso attacco.
Gli investigatori ritengono che la porta d’ingresso degli hacker sia stata una vulnerabilità in vecchi sistemi di controllo della refrigerazione. Sfruttando queste falle, gli aggressori avrebbero attivato cicli di sbrinamento prolungati, con il risultato di far salire la temperatura all’interno degli impianti e compromettere la conservazione degli alimenti.
Il fenomeno non è circoscritto: la televisione pubblica estone ETV ha riferito che in quel Paese è stato possibile innalzare la temperatura di un congelatore fino a 50 gradi. In Belgio, riferiscono alcune ricostruzioni, sono stati toccati livelli anche superiori. In Francia erano già stati segnalati episodi simili il 12 ottobre. In alcuni casi le temperature portate al massimo per tempo prolungato hanno fatto surriscaldare il motore al punto che ha preso fuoco.
Le conseguenze pratiche per i supermercati sono immediate: prodotti freschi e surgelati ritirati, negozi chiusi per diverse ore, scorte eliminate per precauzione. Le perdite economiche per le aziende e lo spreco di alimenti preoccupano autorità e operatori.
A livello istituzionale la Commissione europea ha seguito l’evolversi degli eventi: il commissario europeo all’agricoltura, Christophe Hansen, ha definito i ripetuti attacchi “profondamente preoccupanti”, sottolineando che sembrano orientati a interrompere la catena di approvvigionamento alimentare e a minare la fiducia dei consumatori; pur ribadendo che al momento la sicurezza alimentare nell’Ue non risulta compromessa, ha avvertito che lo spreco e l’impatto sulle imprese sono concreti e che la questione sarà portata all’attenzione del collegio dei commissari.
ATTACCHI HACKER AI FRIGORIFERI DEI SUPERMERCATI: I PERICOLI PER LA SALUTE
Dal punto di vista della sicurezza alimentare la vicenda solleva questioni rilevanti. Un alimento può apparire ancora integro dopo essere rimasto per ore fuori dalla catena del freddo, ma questo non garantisce che non si siano sviluppati microrganismi pericolosi: batteri come Salmonella e Listeria possono proliferare senza segni evidenti di deterioramento.
Le indicazioni ufficiali raccomandano prudenza. Il Ministero della Salute ricorda che né il congelamento né la surgelazione sterilizzano i cibi; molte autorità, inclusa l’americana FoodSafety.gov, suggeriscono di non ricongelare alimenti che si siano completamente scongelati, a meno che non contengano ancora cristalli di ghiaccio o siano rimasti a temperature inferiori ai 4 °C e per condizioni determinate.
Per situazioni di blackout domestico, le stime di conservazione – sempre soggette a variabili come il modello e il carico dell’apparecchio – indicano che un frigorifero chiuso può mantenere condizioni adeguate per circa quattro ore, mentre un congelatore pieno può restare freddo fino a 48 ore (24 ore se mezzo pieno). Se carne, pesce, uova o avanzi sono rimasti sopra i 4 °C per almeno due ore, le linee guida consigliano di eliminarli senza assaggiarli.
I casi europei evidenziano una vulnerabilità nuova: dispositivi connessi possono essere utilizzati per alterare processi fisici, come la conservazione degli alimenti. La temperatura riportata alla normalità non elimina automaticamente gli effetti che si sono prodotti sugli alimenti.
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