Emilia Romagna

Rinnovo dei consigli territoriali, le forze di opposizione disertano il voto: “Elezioni farsa”


Come annunciato nei giorni scorsi, il prossimo 13 dicembre a Ravenna si torna ai seggi per le elezioni dei consigli territoriali. Le forze di opposizione, con una nota congiunta, hanno però comunicato che non parteciperanno. A firmare sono stati i capogruppi Alvaro Ancisi di Lista per Ravenna, Alberto Ancarani di Forza Italia, Claudio Fiocco di Viva Ravenna, Nicola Grandi di Fratelli d’Italia, Gianfranco Spadoni di Lista per Ravenna-Lega-Pdf e Veronica Verlicchi della lista La Pigna.

“I 10 consigli territoriali eletti sarebbero dovuti restare in carica per la stessa durata del vecchio Consiglio comunale eletto nel 2021, scaduto con le elezioni del 25 e 26 maggio 2025 – spiegano in una nota –. Secondo regolamento, il sindaco avrebbe dovuto fissarne le elezioni di rinnovo non oltre cinque mesi. Sono passati invece 16 mesi”.

Le opposizioni contestano inoltre che da parte dell’amministrazione non ci sarebbe stata la volontà di prendere in esame le proposte di modifica al regolamento vigente. “La Giunta Barattoni, appellandosi a una surreale concezione di democrazia solo formalistica – insistono – ha invece scelto di mantenere l’attuale modello senza affrontare le ragioni della scarsissima, deficitaria e inattendibile partecipazione al voto e della crescente disaffezione dei cittadini. Di fronte al rifiuto del sindaco e della maggioranza di aprire un confronto su come restituire dignità, valore e credito a questi organismi evanescenti, abbiamo deciso di non partecipare a queste elezioni farsa”.

L’accusa delle opposizioni è che nei fatti i consiglieri territoriali non disporrebbero “di alcun potere” riuscendo difficile una vera rappresentanza delle esigenze delle diverse comunità. “Si chiede loro un impegno che quasi sempre non produce risultati concreti perché manca un percorso strutturato di informazione e confronto, analogo a quello previsto per le commissioni del consiglio comunale”, spiegano. 

“La Giunta Barattoni richiede i pareri dei consigli territoriali quando servono a sostenere le proprie scelte, mentre le loro osservazioni critiche, segnalazioni e richieste di intervento non ricevono attenzione. Questo uso strumentale svuota la funzione dei consigli territoriali e li trasforma in organismi chiamati a legittimare decisioni già assunte, usati come casse di risonanza politico-elettorale della maggioranza”, concludono le opposizioni. 

Decidendo di non partecipare alle elezioni, le forze di opposizione, spiegano che valuteranno come organizzarsi in proprio nei territori per dare ascolto e sostegno effettivi alle richieste, sollecitazioni e raccomandazioni che provengono dai cittadini delle singole aree. 


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