Young Jazz 2026 celebra l’incontro: gli eventi targati Countdown, Moult Festival e Community

Con gli appuntamenti di “Countdown” e “Moult Festival”, oltre che con la sezione “Community”, riprende a Foligno il suo percorso Young Jazz, grazie ad una edizione che punta all’incontro di visioni artistiche forti e diversificate. Il festival, che dal 2004 promuove la diffusione della cultura musicale jazz, con particolare attenzione alla ricerca, alla sperimentazione e all’inclusione, è pronto a tornare sulla scena con il suo solito carico di suoni e socialità attraverso concerti e iniziative dal 5 novembre al 10 dicembre.
Continua l’indagine sul dialogo fra linguaggi emergenti e di nuova generazione, un’attitudine alla ricerca che considera passato e futuro come luoghi di perenne scoperta. Il programma di quest’anno mette in dialogo una vasta gamma di linguaggi e colori, dalla musica classica del ‘900 al teatro musicale fino al folklore immaginario, abbinando esperienze laboratoriali accessibili per tutti, conferenze performative e offrendo la possibilità anche di incontrare e discutere con gli artisti.
La presentazione dell’edizione 2026 si è tenuta mercoledì 28 ottobre al Museo Diocesano di Foligno, con la partecipazione dei membri del direttivo dell’Associazione Culturale Young Jazz, presieduta da Giulia Battisti e con la consulenza musicale di Dan Kinzelman, oltre che di alcuni rappresentanti di partner pubblici e privati che sostengono l’iniziativa. Presenti, tra gli altri, Cristiano Antonietti, segretario generale Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, e Marco Scolastra direttore artistico Amici della Musica di Foligno.
Young Jazz nel 2026, come è stato evidenziato, focalizza il programma di quest’anno sul tema dell’incontro. Oltre 15 musicisti provenienti da diversi paesi tra cui Estonia e Inghilterra, portano sul palco influenze, culture e linguaggi, rielaborati attraverso visioni artistiche peculiari ed originali. Forme e stili familiari si rinnovano attraverso la ricontestualizzazione, il dialogo, talvolta la dissacrazione, per generare qualcosa di fresco, divertente, sorprendente ed emozionante.
“Il jazz stesso – hanno affermato Battisti e Kinzelman – nasce e si mantiene vivo attraverso un costante processo di ibridazione fra linguaggi e culture, e attraverso questo processo, rivoluziona sonorità e interpretazione, dialogando con altri generi musicali ed altre forme artistiche. Dalla musica classica del Novecento al music theater, dall’incontro con il punk alla musica balcanica e alle musiche popolari del Mediterraneo, alla videoarte, come un’indagine aperta e mutevole sui futuri possibili della musica d’avanguardia”.
Per la Fondazione, il segretario Antonietti ha sottolineato il programma “molto qualificato” e parlato di Young Jazz come di una realtà “radicata nel territorio non solo con eventi culturali, musicali e di ricerca ma perché pone attenzione al sociale facendo attività anche per le persone disabili, restituendo così valore alla nostra comunità”.
Per le note e le attività targate Young Jazz sta quindi per iniziare nuovamente il “conto alla rovescia”. Young Jazz torna infatti sul palco a novembre con tre appuntamenti di “Countdown” (5, 26 e 27 novembre) come anteprima dell’ormai consolidato “Moult Festival” a dicembre, con quattro concerti in tre giorni (6, 7 e 8 dicembre). L’obiettivo è dare ancora spazio alla brulicante scena musicale underground nazionale e internazionale, coinvolgendo vari spazi della città come Oratorio del Crocefisso, Nuovo Cinema Vittoria, Palazzo Candiotti, Spazio Astra, Circolo Arci Subasio.
Immancabile la sezione “Community” dedicata al sociale (10 dicembre), fiore all’occhiello dell’associazione: a corollario della sezione musicale torna anche Nota Cosmica, un progetto di inclusione attraverso la musica curato da Federico Scettri, insieme a Joe Rehmer, e con la partecipazione degli ospiti del Centro Socio Riabilitativo “La Serra” di Borroni.
Il programma di concerti è integrato anche da una serie di presentazioni e conversazioni informali con gli artisti ospiti, insieme da una lectio magistralis con Stefano Zenni, uno dei maggiori studiosi italiani della storia del jazz, che ripercorre la musica, la vita e la carriera di John Coltrane, nel centenario della sua nascita. In programma anche laboratori per grandi e piccoli, per accompagnare, anche questa volta con proposte differenti, il fedele pubblico di Young Jazz sempre attento e curioso.
COUNTDOWN Dalla classica contemporanea al teatro musicale fino alla tradizione bandistica, “Countdown” presenta un programma che affianca alla musica l’incontro con gli artisti: “Countdown -3”: giovedì 5 novembre all’Oratorio del Crocifisso (ore 21) arriva Kirke Karja, pianista e compositrice estone che ha sviluppato un linguaggio strumentale e armonico estremamente personale, incontro fra tradizioni jazz e musica classica del Novecento. A Young Jazz presenta “All But Hamlet Exit”, un progetto per piano solo ispirato al teatro e alla poesia del tardo Rinascimento. Al centro, il modo in cui gli autori dell’epoca guardavano al mondo, affrontavano la tragedia e cercavano la bellezza nella fragilità della vita. Un riferimento letterario che attraversa la scrittura musicale, contemporanea nel linguaggio, e ne orienta l’atmosfera e la profondità emotiva. A seguire conversazione con l’artista.
“Countdown -2”: il 26 novembre al Circolo Arci Subasio (ore 19) Giacomo Serino, tromba e leader del Sestetto Scorretto, sarà protagonista della conferenza performativa “Tra il riso e il pianto: il volto grottesco della musica” per un viaggio attraverso generi ed epoche diverse, alla scoperta delle molteplici forme dell’ironia, del grottesco e del tragicomico nella musica.
“Countdown -1”: il giorno dopo, 27 novembre, Young Jazz si sposta al Nuovo Cinema Vittoria (ore 21.30) proprio con Sestetto Scorretto, ensemble guidato da Giacomo Serino (Tromba, Tuba, Testi e Composizioni) e composto da Mauro Vallesi (Tromba, Voce), Lorenzo Simoni (Sax contralto), Federico Pascucci (Sax tenore, Zurna, Clarinetto turco), Federico D’Angelo (Sax baritono, Tuba, Clarinetto Basso), Riccardo Gambatesa (Batteria). Ispirato all’Art Ensemble of Chicago, a Šostakovič, Mingus, Rossini, Zappa e molti altri, lo spettacolo del Sestetto Scorretto, grazie alla forte componente teatrale, è un viaggio nella psiche di un individuo e una ricerca della sua consapevolezza.
MOULT FESTIVAL A seguire, con “Moult Festival” arriva una tre giorni di musica e partecipazione, come ulteriore viaggio di scoperta condivisa. Un programma denso che mette in dialogo improvvisazione, ricerca, radici, videoproiezione sperimentale, suono e corpo, con quattro concerti tra le sale affrescate di Palazzo Candiotti. Bambini e adulti potranno inoltre sperimentare la liuteria e l’improvvisazione musicale attraverso due laboratori.
Il 6 dicembre allo Spazio Astra (ore 17) si apre con la conferenza di Stefano Zenni dal titolo “La musica di John Coltrane. Alla riscoperta di un gigante del jazz “. In occasione dell’uscita del libro “Giant Steps. La musica di John Coltrane”, l’autore ripercorre e approfondisce per curiosi e appassionati la straordinaria ricchezza, varietà e audacia della musica del grande sassofonista, uno degli artisti più creativi, rivoluzionari e influenti del nostro tempo.
Il 7 dicembre si prosegue a Palazzo Candiotti (dalle ore 19) con il concerto di contrabbasso solo di Silvia Bolognesi. Un viaggio sonoro intimo e ipnotico basato sull’improvvisazione radicale attraverso l’uso di archetti, pizzicati, percussioni sulla cassa armonica ed effetti timbrici non convenzionali. Un dialogo profondo tra musica e memoria, alternando momenti di pura astrazione sonora a melodie radicate nella tradizione jazz e blues. A seguire live dei Plants Heal: provenienti da percorsi distinti e esperienze musicali eterogenee, dalla musica gnawa alla gyil, dal jazz all’improvvisazione, fino a progetti strumentali elettronici, propongono viaggi immersivi in cui momenti di energia esaltante si alternano a mondi sonori pacifici e curativi. Infine, Pacì, progetto del batterista Federico Romeo nato dalla collaborazione con Emanuele Triglia, Luca Gaudenzi e Vincenzo Lato. Il primo disco “Feluca” è un ibrido tra elettronica/campionamenti e batteria/percussioni molto organiche, con delle melodie morbide e psichedeliche che fungono da collante. La serata sarà arricchita dal Dj set Post-hope hip-hop di Jaguar e le selezioni musicali a cura di Joe Rehmer. Dinner break a cura di NaturaSì (sarà possibile cenare in loco con opzioni vegane e vegetariane).
Nella stessa giornata anche due laboratori. Dalle ore 17 alle 19, Laboratorio di Improvvisazione e Conduction con Silvia Bolognesi: un’esperienza immersiva nel mondo dell’improvvisazione, libera e guidata, senza però rinunciare al piacere ed al divertimento di suonare e creare musica insieme, affrontando la composizione sul momento come un gioco. Il laboratorio prevede un’iniziale introduzione all’improvvisazione, all’interazione senza uso di partiture (info e iscrizioni laboratori@youngjazz.it).
Dalle 21 alle 23, Creature Sonore: laboratorio creativo ed esperienziale dedicato alla costruzione di strumenti musicali con materiale artistico e da riciclo condotto da Elisa Petrini. Per bambine e bambini dai 5 ai 12 anni, in collaborazione con MicroMondi. Un laboratorio per avvicinare i più piccoli al mondo della musica attraverso un’esperienza creativa, sostenibile e partecipativa. Un momento di gioco e scoperta per favorire lo sviluppo della manualità, dell’immaginazione, dell’ascolto e della consapevolezza ambientale individuale all’interno di un gruppo (info e prenotazioni: micromondiumbria@gmail.com).
L’8 dicembre, sempre a Palazzo Candiotti (ore 11.30), Moult Festival si conclude con Marco Colonna in solo. Un’esperienza d’ascolto pura e totalmente acustica. Colonna esplora la materia sonora di clarinetto e clarinetto basso in dialogo diretto con l’acustica dello spazio: un gesto espressivo denso tra improvvisazione radicale, tecniche estese e suggestioni modali.
COMMUNITY Young Jazz rinnova anche quest’anno il suo impegno nel sociale con Community, la sezione speciale che promuove l’inclusione, la partecipazione e il protagonismo delle persone con disabilità o in condizioni di fragilità attraverso la musica, l’improvvisazione e la condivisione. Dopo l’esperienza dello scorso anno torna il 10 dicembre a Palazzo Candiotti (ore 19) Nota Cosmica. Parte due: restituzione performativa del laboratorio di improvvisazione musicale guidato da Federico Scettri, insieme a Joe Rehmer, con gli ospiti del Centro Socio Riabilitativo “La Serra” di Borroni di Foligno. Un tempo condiviso in cui la musica diventa uno strumento di ascolto reciproco, in collaborazione con Dinamica Cooperativa Sociale Arl.
Young Jazz 2026 è realizzato con il patrocinio e il sostegno di: Regione Umbria, Comune Foligno, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, Usl Umbria 2, Umbria Jazz. In collaborazione con: Amici della Musica Foligno, Spazio Astra, Circolo Arci Subasio, Dinamica Cooperativa Sociale Arl, MicroMondi. Con il supporto di: Locanda di Zucca, Emporio, Botanico, Le stanze di Anna, Regalissimo, L’universo obbedisce all’amore, NaturaSì, Narcisi Auto, CityHotel&Suites. Main sponsor: Treadim.
Per info e biglietti: www.youngjazz.it
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