Viaggi e turismo

Rotta nel Queensland a Cairns porta di accesso alla grande barriera corallina

C’era un tempo in cui le sponde fangose del Trinity Inlet accoglievano solo tende sferzate dall’umidità equatoriale, picconi arrugginiti e il respiro affannoso di centinaia di cercatori d’oro giunti all’altro capo del mondo per inseguire una chimera. Centocinquant’anni dopo, quel minuscolo accampamento fondato il 1° novembre 1876 in onore dell’allora governatore del Queensland, Sir William Wellington Cairns, si è trasformato in uno dei nodi turistici più dinamici e cosmopoliti dell’Indo-Pacifico. Cairns, in Australia, festeggia il suo centocinquantesimo anniversario celebrando un’evoluzione economica e culturale straordinaria: da polveroso snodo per l’esportazione di stagno, legname e canna da zucchero, trainato dall’immigrazione pionieristica e dalla storica ferrovia verso Kuranda, a base strategica alleata nel Pacifico durante la Seconda guerra mondiale, fino all’apertura dell’aeroporto internazionale nel 1984. Oggi la metropoli tropicale è l’unica porta d’accesso al mondo incastonata tra due patrimoni dell’umanità Unesco: la Grande Barriera Corallina e le antichissime foreste pluviali delle Wet Tropics.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Radici millenarie e memoria storica

Le celebrazioni dell’anniversario non si limitano a esaltare la transizione industriale e turistica, ma riconoscono con forza i veri custodi tradizionali di questa terra, i popoli Gimuy Walubara Yidinji e Yirrganydji, insediati qui da decine di migliaia di anni. Al Cairns Museum questo dialogo tra epoche trova forma in due rassegne di rilievo: l’esposizione “Decades of Dedication”, focalizzata sull’impegno ecologista che dagli anni Ottanta a oggi ha tutelato gli ecosistemi locali, e la successiva “Future Tense”, dedicata all’impatto dei cambiamenti tecnologici e dei materiali sulla vita quotidiana. Per chi desidera ripercorrere l’architettura coloniale a piedi, il Cairns CBD Heritage Walk e l’Esplanade Heritage Walk svelano tappe cariche di memoria, dall’ex tribunale all’iconico Hide’s Corner Hotel, fino alle tracce storiche della vivace comunità cinese fiorita lungo Grafton Street.

Laguna urbana, fondali e giardini secolari

Il cuore pulsante della vita cittadina si affaccia sulla celebre Cairns Esplanade. Qui spicca l’Esplanade Lagoon, una scenografica oasi artificiale di acqua salata dove residenti e viaggiatori possono nuotare in assoluta sicurezza, al riparo dalle correnti e dai coccodrilli marini che popolano la baia. Sullo sfondo dello skyline costiero, in attesa dell’inaugurazione della nuova ruota panoramica permanente progettata per resistere alle sfide climatiche tropicali, la ruota temporanea Bella Vista regala una vista privilegiata sull’Inlet (grande estuario tropicale e porto naturale), e sulle montagne circostanti. A pochi minuti dal distretto finanziario e commerciale, la natura prende il sopravvento nei Cairns Botanic Gardens: inaugurati nel 1886 da Eugene Fitzalan su un precedente orto cinese, i giardini ospitano imponenti ficus strangolatori, specie rare nei Flecker Gardens e una preziosa sezione etnobotanica, l’Aboriginal Plant Use Garden, che illustra l’antico impiego curativo e alimentare della flora autoctona. Chi desidera invece immergersi negli abissi senza bagnarsi, trova nel Cairns Aquarium un capolavoro di divulgazione scientifica con oltre settanta habitat ricreati, ideale anche per suggestive visite notturne dedicate alle creature del reef.

Rotte indigene, mercati storici e vette pluviali

La scoperta di Cairns passa inevitabilmente attraverso le sue esperienze sensoriali ed escursionistiche. Al Rusty’s Markets, mercato nato nel 1975 dall’intuizione del motociclista Emrys “Rusty” Rees durante il fermento controculturale degli anni Settanta, il fine settimana risuona del brusio di oltre centottanta banchi colmi di frutti tropicali, fave di cacao, miscele di caffè d’altura e pescato freschissimo. Per comprendere l’anima più autentica del territorio, l’esperienza fondamentale è l’Hands on Country Eco Tour guidato dai ranger Mandingalbay Yidinji. Salpando dalla Cairns Marlin Marina, si attraversano le mangrovie del Trinity Inlet per raggiungere la riserva di East Trinity e il massiccio del Grey Peaks National Park, noto come Mayi Bugan o montagna del coccodrillo; qui, tra antiche cerimonie del fumo di benvenuto e sentieri botanici, si ascoltano i racconti del Dreamtime (il sistema di conoscenze tramandato dai popoli indigeni), e si apprende la gestione ancestrale e sostenibile della terra. Un’altra giornata irrinunciabile conduce verso il villaggio bohémien di Kuranda. Si sale a bordo della storica Kuranda Scenic Railway, capolavoro d’ingegneria del 1891 che risale gole scoscese e cascate roboanti, per poi ridiscendere fluttuando sopra la volta della giungla con la cabinovia Skyrail Rainforest Cableway. A Kuranda, tra i mercati d’artigianato e i percorsi del Rainforestation Nature Park, ci si può cimentare nel lancio del boomerang, nell’ascolto del didgeridoo e nelle passeggiate dedicate al bush tucker (alimento autoctono). L’agenda culturale si completa infine con grandi rassegne annuali come la prestigiosa Cairns Indigenous Art Fair a luglio, il Cairns Festival a cavallo tra agosto e settembre e l’allegria inclusiva del Cairns Pride Festival in ottobre (australia.com per maggiori informazioni).

Aerial of Cairns City

Eleganza costiera e rifugi nella baia

L’offerta ricettiva riflette la doppia vocazione di Cairns, capace di coniugare il dinamismo business con il relax esclusivo tipico del Queensland tropicale. Chi cerca una sistemazione centrale troverà lungo il waterfront cittadino e nei pressi della Marlin Marina eleganti hotel a cinque stelle e boutique property con affaccio diretto sugli yacht e sul Trinity Inlet, basi perfette per muoversi comodamente a piedi tra la laguna, l’acquario e i ristoranti del lungomare. Per chi invece privilegia ritmi più rarefatti a stretto contatto con la natura marina, la scelta d’elezione sono le prestigiose Northern Beaches. A una ventina di minuti a nord del centro, l’esclusivo borgo balneare di Palm Cove incarna la quintessenza del soggiorno di lusso: qui sorgono resort immersi tra palme secolari e Spa di alto livello, separati dalla spiaggia dorata soltanto dall’ombreggiata Williams Esplanade, perfetta per cene a base di cucina fusion contemporanea e calici di vino al tramonto sul Mar dei Coralli.


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