Trieste si tinge di blu per sostenere la ricerca sul diabete
27 ottobre 2026 – ore 19:00 – In occasione della Giornata Mondiale del Diabete, in programma il 14 novembre, circa 80 attività commerciali di Trieste si preparano a colorare di blu le proprie vetrine per sensibilizzare i cittadini sul diabete di tipo 1 e sostenere la ricerca sulla diagnosi precoce condotta dall’IRCCS Burlo Garofolo, in collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste. L’iniziativa, intitolata “Un Lino per ogni vetrina”, è stata ideata da Insù – Associazione Giovani Diabetici di Trieste e si svolgerà dal 31 ottobre al 14 novembre. A sostenerla sono Confcommercio e Fipe Trieste, insieme a IAL FVG, con il patrocinio del Comune di Trieste, dell’ASUGI, della Camera di Commercio Venezia Giulia, dell’Università di Trieste e di AGD Italia APS.
Un orsetto nelle vetrine per sensibilizzare sul diabete
Protagonista dell’iniziativa sarà Lino, un orsetto di peluche ideato nell’ambito di un progetto di AGD Italia, che troverà spazio nelle vetrine e nei locali aderenti. Ogni pupazzo indosserà un vestito personalizzato, realizzato dalle allieve dei corsi di sartoria di IAL FVG, mentre gli allestimenti avranno come colore predominante il blu, richiamando il cerchio blu, simbolo internazionale della lotta al diabete. Gli esercenti partecipanti saranno invitati a fotografare le proprie vetrine e a inviare le immagini all’associazione Insù. Anche i cittadini potranno esprimere il proprio apprezzamento attraverso un QR code collegato alla pagina Facebook dedicata all’evento. Le tre attività vincitrici del concorso “La vetrina più dolce”, selezionate da un’apposita giuria, saranno premiate venerdì 13 novembre alle 16, nella sede triestina della Camera di Commercio Venezia Giulia. Al termine dell’iniziativa, i commercianti potranno inoltre conservare l’orsetto effettuando una donazione a favore della ricerca sul diabete del Burlo Garofolo.
La ricerca del Burlo Garofolo e l’importanza della diagnosi precoce
L’iniziativa punta soprattutto ad accrescere la conoscenza del diabete di tipo 1, una patologia autoimmune per la quale la diagnosi precoce rappresenta un elemento fondamentale. “Questa proposta – ha poi spiegato il professor Gianluca Tornese, responsabile della Struttura Semplice di Endocrinologia, Diabetologia e altre Malattie del Metabolismo dell’IRCCS materno-infantile Burlo Garofolo – è preziosa perché porta il tema del diabete di tipo 1 nei luoghi della vita quotidiana, quali sono le attività commerciali e perciò può incentivare i soggetti alla vigilanza al riguardo e, in caso di dubbio, a rivolgersi al medico, agevolando così una diagnosi precoce che resta un aspetto fondamentale”.
“La Legge 130 del 2023 – ha poi ricordato – ha introdotto uno screening nazionale, ma interesserà soltanto la popolazione pediatrica. Noi vogliamo invece fare un passo in più, estendendo l’attività di screening ai familiari dei bambini con diabete di tipo 1, poiché chi ha un parente di primo grado affetto dalla malattia, presenta un rischio fino a 15 volte superiore di svilupparla. A questo proposito – ha concluso Tornese – stiamo sperimentando una metodica innovativa e poco invasiva con l’obiettivo di rendere lo screening ed il successivo monitoraggio più accessibili anche al di fuori delle strutture sanitarie”.
Il sostegno dei commercianti e delle istituzioni
La partecipazione delle imprese cittadine rappresenta uno degli elementi centrali del progetto, che porta un tema sanitario negli spazi della vita quotidiana. “Ancora una volta – ha osservato Stefano Lonza, presidente della Fipe triestina – i pubblici esercizi, al pari di quanto avviene in altre iniziative dal forte valore sociale, hanno dimostrato una tangibile sensibilità e una concreta disponibilità a collaborare a un impegno collettivo. Il diabete è un tema che, anche per la sua connessione con l’alimentazione e i consumi responsabili, coinvolge direttamente il nostro comparto e ci richiama alla responsabilità di contribuire alla diffusione di buone pratiche alimentari”.
Anche Elena Pellaschiar, vicepresidente della Confcommercio provinciale, ha ribadito il ruolo delle attività economiche di prossimità nel sostenere progetti di interesse collettivo, sottolineando come “il sostegno dell’associazione di categoria a “Un Lino per ogni vetrina” si inserisca in un quadro di azioni che la vede impegnata, durante tutto l’anno, nell’organizzazione e nel sostegno di iniziative benefiche a favore della collettività. Un impegno che evidenzia il forte e capillare legame tra le attività economiche di prossimità, il territorio e le sue eccellenze, tra cui, in questo caso, l’IRCCS Burlo Garofolo”. Il sostegno dell’amministrazione comunale è stato confermato dall’assessore alle Politiche Sociali e al Welfare Massimo Tognolli, che ha assicurato la collaborazione del Comune nella promozione dell’iniziativa, riconoscendone il contributo alla diffusione della cultura sociosanitaria tra i cittadini.
Le allieve di IAL FVG protagoniste del progetto
Un contributo particolare arriva dalle allieve dei corsi di sartoria di IAL FVG, che hanno progettato e confezionato gli abiti destinati agli orsetti Lino, mettendo le competenze acquisite durante la formazione al servizio dell’iniziativa solidale. “In quanto impresa sociale – ha premesso Daniela Bortoluzzi, responsabile della Formazione e delle Politiche attive del lavoro di IAL FVG – crediamo nel valore della collaborazione con il territorio e nell’importanza di sostenere iniziative a favore della comunità. Per questo abbiamo accolto con grande entusiasmo l’opportunità di contribuire concretamente al progetto Lino. Grazie alla creatività, alla precisione e alle competenze acquisite durante il percorso formativo – ha proseguito Bortoluzzi – le allieve dei corsi di sartoria dello IAL hanno ideato e confezionato i vestiti, trasformando un’esercitazione pratica in un’esperienza di partecipazione e di solidarietà.”
Romaniello: “Portare la conoscenza del diabete fuori dagli ospedali”
A spiegare il significato dell’iniziativa è infine Lucia Romaniello, presidente dell’Associazione Giovani Diabetici di Trieste – Insù, che richiama l’attenzione sulla necessità di far conoscere meglio una malattia ancora poco compresa. “Questo progetto – ha illustrato Romaniello, – nasce con l’obiettivo di sensibilizzare e informare la cittadinanza sul diabete di tipo 1 nei giovani, una patologia autoimmune ancora poco conosciuta. Grazie alla preziosa collaborazione delle imprese, l’iniziativa ci consentirà di accrescere la consapevolezza su questa problematica e di portare il messaggio al di fuori degli ambulatori e degli ospedali, raggiungendo le persone nella loro quotidianità e facendo conoscere meglio le caratteristiche e i rischi di una patologia che coinvolge, in Friuli-Venezia Giulia, oltre 7.000 persone”. Con “Un Lino per ogni vetrina”, negozi e pubblici esercizi diventano così luoghi di sensibilizzazione, contribuendo a diffondere informazioni sul diabete di tipo 1 e a raccogliere fondi per sostenere la ricerca scientifica sul territorio.
Comunicato stampa pubblicato da Trieste News a cura di Matilde Ros




