«Quando si parla di soldi ‘sto segretario generale tira indietro»

ANCONA Una procedura per l’autorizzazione e l’accreditamento al servizio sanitario regionale. Una Rsa al centro di un’operazione ritenuta di grande importanza. Bozze di documenti scambiati in un bar dorico. E un segretario generale che ha tenuto la barra dritta, secondo la tradizione della casa. Dalle carte dell’ordinanza del gip Piermartini, emerge plasticamente la siderale distanza tra i due uomini più vicini al governatore Francesco Acquaroli: l’ex capo di Gabinetto Fabio Pistarelli, arrestato con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e turbativa d’asta; e Mario Becchetti, segretario generale della Regione, ribattezzato il frenatore per il suo approccio molto rigido alle questioni, soprattutto quando di mezzo ci sono soldi, appalti e similari. E in questo caso, la sua peculiarità è stata quantomai provvidenziale.
La vicenda
Il nodo ruota attorno alla nuova Rsa, non ancora attiva, con sede a Rapagnano, nel Fermano, di proprietà della società Carron, che ha anche realizzato l’ospedale di Fermo. In particolare, nell’ordinanza si legge quanto segue: «Pistarelli chiedeva a Renato Minato, che agiva per conto della società Carron, di nominare Antonio Cervigni (anche lui arrestato perché considerato dagli inquirenti come uno dei componenti della cricca insieme all’ex capo di Gabinetto e all’imprenditore maceratese Antonio Ezechielli, ndr), quale consulente della società per garantire il buon esito dell’operazione». Lo stesso Pistarelli «si interessava insistentemente, ingerendosi nella relativa procedura ed esercitando indebite pressioni sui funzionari competenti, dei fabbisogni territoriali di strutture e servizi sanitari e della distribuzione territoriale delle strutture presenti in ambito regionale, per far ottenere alla società Carron l’accreditamento presso il servizio sanitario regionale della struttura residenziale (strumentale ad assicurare alla Carron la remuneratività dell’investimento immobiliare)». Non basta: secondo la ricostruzione dell’ordinanza «forniva, per il tramite di Cervigni, alla società Kos Care, individuata dalla Carron per gestire la struttura sanitaria, informazioni privilegiate sui fabbisogni territoriali ricevute da Alberto Franca (direttore socio-sanitario dell’Ast di Fermo, tra gli indagati dell’inchiesta, ndr), e altre informazioni di carattere riservato in ordine al procedimento amministrativo».
Gli incontri
Per fare ciò, Pistarelli avrebbe promosso tre riunioni tra marzo e luglio 2025 in Regione: presenti, tra gli altri, i dirigenti regionali Maria Di Bonaventura (Finanze) Antonio Draisci (Salute) e Flavia Carle (Ars) e, nell’incontro del 14 luglio, anche Minato e Cervigni, quali referenti della Carron, e Cristiana Cavalieri e Laura Benedetto, quali referenti della Kos Care. La finalità di Pistarelli, secondo gli inquirenti, era quella di «avviare, seguire e perfezionare l’iter amministrativo dei fabbisogni territoriali di strutture e servizi sanitari». Operazione non andata a buon fine perché, nel frattempo, il 12 dicembre 2025 Pistarelli è stato defenestrato da Acquaroli. «I contatti con Franca – prosegue l’ordinanza del gip – risultavano fondamentali per acquisire informazioni riservate con anticipo, in modo da fornirle alle società interessate (Carron e Kos Care) e consentire di adattare le proposte alle esigenze dei fabbisogni sanitari». Non a caso, il 24 luglio 2025, Pistarelli ha incontrato Cervigni in un bar in centro ad Ancona per consegnargli – si legge nell’ordinanza – un documento riservato, una prima bozza dei fabbisogni territoriali delle Ast marchigiane, necessari per valutare nuovi accreditamenti. «Ti volevo dare un foglietto – le parole di Pistarelli e Cervigni scritte nell’ordinanza – un foglietto di riepilogo delle cose». Nello stesso giorno, in una successiva conversazione tra Cervigni e Cavalieri della Kos Care, il primo riferiva: «Con quei documenti che oggi abbiamo presentato al dottor Vesprini, in più c’è anche un file allegato che è una bozza, diciamo, generale. Il dettaglio lo recupererò settimana prossima… in più…dei fabbisogni 2025». Prospetto maggiormente dettagliato che Pistarelli chiedeva a Carle: «Me lo mandi in busta…nel cassetto». Ma in questo tentativo di mettere in piedi l’accreditamento della Rsa di Rapagnano, c’è una figura interna alla Regione che appare particolarmente ostica: quella del segretario generale Becchetti. Dalle carte emerge come Minato ritenesse importante l’operazione per la Carron e sollecitasse espressamente l’intervento di Pistarelli in Regione.
Alla stazione di Ancona
Il 22 gennaio 2025, Minato ha incontrato Cervigni alla stazione di Ancona e, in quell’occasione, ha fatto presenti le sue preoccupazioni: «Sarebbe l’ora di vedere Fabio su questa cosa, per riuscire a darci un po’ più da fare… però… tanto… il presidente ha battezzato la cosa…ha detto una, una due. E c’era anche il segretario generale perché quando si parla di soldi, c’è sempre sto segretario generale che tira indietro, ma per quello se la vede Fabio», come a confidare in una moral suasion di Pistarelli su Becchetti che, per chi conosce il segretario generale, appare risibile. Dal canto suo, ieri Kos Care è intervenuta per affermare «la propria totale estraneità ai fatti e alle condotte illecite che parrebbero essere ipotizzati in capo agli indagati». E ancora: «La società, in piena trasparenza, aveva esclusivamente compiuto una valutazione della struttura di Rapagnano, tra diverse opzioni, nell’ambito di una possibile riorganizzazione delle attività del Centro di Riabilitazione Santo Stefano di Potenza Picena, giungendo poi autonomamente alla decisione di abbandonare tale soluzione per concentrare maggiori investimenti in altre direzioni».




