Lazio

Al liceo Giordano Bruno arrivano le forze dell’ordine, gli studenti protestano: «Superato ogni limite»

Il clima di tensione negli istituti superiori della Capitale sale ulteriormente di livello e registra uno strappo senza precedenti. Nel pieno dell’ondata di mobilitazioni che sta travolgendo le scuole romane, le forze dell’ordine sono intervenute all’interno del Liceo Giordano Bruno, a seguito di una segnalazione formale inoltrata dalla presidenza dell’istituto, per porre fine con la forza all’occupazione avviata da decine di studenti e studentesse.

Gli agenti di polizia sono entrati nell’edificio e hanno prelevato i ragazzi rimasti all’interno a presidio dell’aula magna e dei corridoi, scortandoli direttamente verso le gazzelle dirette al commissariato di zona. Un epilogo che ha scatenato la durissima reazione dei collettivi e delle sigle rappresentative della componente studentesca regionale.

Il blocco stradale e l’ordine di scarcerazione della Questura

La notizia del fermo si è diffusa in pochi minuti nel quartiere, scatenando la reazione immediata dei compagni di scuola e dei giovani appartenenti agli altri istituti in agitazione. Decine di ragazzi si sono riversati in strada improvvisando un blocco della circolazione automobilistica attorno al perimetro del liceo, arrivando a sbarrare fisicamente il passaggio ai mezzi della polizia con i fermati a bordo.

La protesta spontanea e le convulse trattative di mediazione avviate a stretto giro con i vertici della Questura di Roma hanno portato al tempestivo sblocco della situazione: gli organi di pubblica sicurezza hanno infine disposto l’immediato rilascio di tutti gli studenti fermati, che hanno potuto far rientro a casa senza ulteriori provvedimenti coercitivi nell’immediato.

L’attacco della Rete degli Studenti: “Valicato ogni limite”

L’episodio ha scatenato la condanna radicale da parte della Rete degli Studenti Medi del Lazio, che denuncia un atteggiamento di aperta criminalizzazione nei confronti delle forme di dissenso giovanile:

«Portare via gli studenti in pattuglia per aver portato avanti una protesta politica e sociale è un atto inaccettabile che valica ogni limite democratico — ha dichiarato Simone Montori, coordinatore regionale dell’organizzazione —. La dirigenza del Giordano Bruno si assume la responsabilità politica e morale di aver consegnato i propri ragazzi alla polizia rifiutando qualsiasi confronto. La risposta alle fragilità e alle richieste degli studenti non può mai essere la repressione nei corridoi».

La rete studentesca ha già preannunciato l’organizzazione di presidi di solidarietà e cortei a supporto dei giovani coinvolti nel blitz, chiamando a raccolta docenti, famiglie e associazioni per difendere lo spazio d’espressione democratica all’interno delle scuole romane.

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