Dalle guerre di religione agli anni di piombo, KUM! chiude a Perugia con Recalcati e Cucciari

Dalla violenza familiare agli anni di piombo, dalle guerre di religione al rapporto tra capitalismo e conflitti, fino al disagio giovanile e alle nuove tecnologie: sono alcuni dei temi al centro della giornata conclusiva di KUM! Festival, in programma domenica a Perugia. Tra gli appuntamenti più attesi la lectio magistralis di Massimo Recalcati sul rapporto tra violenza e civiltà, alle 17.45 all’Auditorium San Francesco al Prato, e l’incontro serale con Geppi Cucciari e Gabriella Nobile, alle 21.30. La manifestazione, dedicata alla «tentazione della violenza», è approdata per la prima volta in città con la serata inaugurale di sabato, che ha richiamato un pubblico numeroso all’Auditorium San Francesco al Prato.
L’apertura Ad aprire la decima edizione del festival diretto da Recalcati è stata venerdì sera la sindaca Vittoria Ferdinandi, che ha legato l’arrivo della manifestazione alla necessità di investire nella cultura come strumento di confronto e prevenzione della violenza. «La cultura possa essere una grande politica pubblica – ha detto la sindaca – la più importante infrastruttura democratica del nostro tempo, capace di costruire identità individuali e collettive». Alla serata inaugurale hanno partecipato, oltre allo psicoanalista e direttore scientifico del festival, il vicepresidente della Regione Tommaso Bori e numerosi rappresentanti delle istituzioni cittadine e regionali. Al centro dell’edizione, le origini della violenza e i linguaggi attraverso cui si manifesta: dai conflitti politici e internazionali alla violenza di genere e familiare, fino al disagio giovanile e alle dinamiche che si sviluppano negli ambienti digitali, anche in relazione alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale.
La cura «La violenza è una delle grandi pandemie che le nostre società stanno attraversando – ha osservato Ferdinandi -. La incontriamo nel mondo virtuale, nelle guerre, nelle relazioni interpersonali e nelle difficoltà delle giovani generazioni». Da qui, ha aggiunto, la necessità per le istituzioni e la comunità di riconoscere le proprie ferite: «La cura non è soltanto una categoria personale, ma è una categoria politica. La parola e il pensiero rappresentano la possibilità concreta di disinnescare la violenza». Al centro della riflessione anche il ruolo della mediazione e la capacità di riconoscere le ragioni di chi ha posizioni diverse. Un richiamo condiviso da Massimo Recalcati e dal curatore scientifico Federico Leoni, che hanno sottolineato la necessità di ricostruire spazi di confronto: «Mai come oggi è necessario fare argine, rilanciare le chances della mediazione, riconoscere le ragioni dell’altro. Anche quando non ci piacciono».
Il programma Gli incontri della giornata conclusiva si svolgeranno tra l’Auditorium San Francesco al Prato, il Teatro del Pavone e la Sala delle Colonne di Palazzo Graziani. Il programma si è aperto alle 9.15 a Palazzo Graziani con la filosofa Cristina Guarnieri, che ha parlato di Rachel Bespaloff e della sua rilettura dell’Iliade. Alle 10.30, al Teatro del Pavone, lo scrittore Antonio Moresco ha affrontato il tema della violenza familiare e del trauma; a mezzogiorno, all’Auditorium San Francesco al Prato, il giornalista Gad Lerner e il filosofo Davide Assael dialogheranno sulle guerre di religione.
L’ultima giornata Nel pomeriggio, alle 14 al Teatro del Pavone, lo storico Marcello Flores D’Arcais ha riletto gli anni Settanta italiani attraverso il rapporto tra violenza politica, terrorismo e riforme civili. Alle 15.15, nello stesso teatro, la sindaca Ferdinandi e il divulgatore Raffaele Giuliani discuteranno di giovani e violenza. Alle 16.15, all’Auditorium San Francesco al Prato, Don Luigi Epicoco e Padre Lino Breda parleranno della figura di San Francesco e del suo percorso verso la pace. Seguiranno, alle 16.30 al Teatro del Pavone, l’incontro di Federico Leoni su Karl Marx e la violenza delle macchine, e alle 17.45 la lectio magistralis di Recalcati sul rapporto tra violenza, disagio e civiltà. Alle 19, al Teatro del Pavone, la biologa Antonella Viola approfondirà gli effetti dello stress e della sopraffazione sul corpo umano. La chiusura è prevista alle 21.30 all’Auditorium San Francesco al Prato, con Geppi Cucciari e Gabriella Nobile in un dialogo sulla convivenza civile, la condizione femminile e il linguaggio dell’odio.
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