Agenti della Municipale indagati, il gip accoglie la richiesta dell’accusa e applica l’interdittiva

A oltre una settimana dall’interrogatorio fiume di 11 ore al quale sono state sottoposti gli otto agenti della Municipale di Rimini, finiti indagati a vario titolo di falso ideologico, violenza privata, calunnia e lesioni, il gip Raffaella Ceccarelli ha sciolto le riserve e ha accolto la richiesta del pubblico ministero sull’interdittiva. Per Vincenzo Reale (51 anni difeso dall’avvocato Moreno Maresi) il provvedimento è di 1 anno di sospensione, per Luigi Spetrini (38 anni difeso dall’avvocato Moreno Maresi) il provvedimento è di 10 mesi di sospensione. Per tutti gli altri, Federico Cappella (30 anni, difeso dall’avvocato Piero Venturi), Luca Corsini (39 anni, difeso dall’avvocato Maurizio Ghinelli), Pasqualina Miele (66 anni, difesa dall’avvocato Marco Ditroia), Giovanni Milano (57 anni, difeso dall’avvocato Alessandro Petrillo), Maria Beatrice Mulazzani (55 anni, moglie del comandante della Polizia locale, difesa dall’avvocato Maurizio Ghinelli), Jonathan Rambaldi (31 anni, difeso dall’avvocato Maurizio Ghinelli) il provvedimento di sospensione è di 6 mesi.
L’inchiesta della Guardia di Finanza sui comportamenti al di sopra delle righe degli agenti era partita nel maggio del 2025, quando un automobilista sarebbe incappato in un controllo stradale da parte di personale della Municipale in borghese e, in seguito al comportamento degli agenti, aveva presentato un dettagliato esposto in Procura. In particolare, l’uomo sosteneva che gli operatori non lo avessero informato che si trattava di un controllo di polizia, non si fossero formalmente identificati o qualificati come agenti in servizio presso la Polizia municipale di Rimini e non avessero esibito alcun tesserino di riconoscimento.
Dopo essersi fermato, l’automobilista era ripartito ed era stato inseguito fino alla sua abitazione, dove era stato raggiunto e ammanettato. Un intervento che, secondo l’accusa, sarebbe avvenuto “al di fuori dei presupposti di una legittima operazione di contenimento”. L’episodio, tuttavia, sarebbe stato riportato in maniera completamente diversa nella successiva relazione di servizio. Secondo l’ipotesi accusatoria, però, i fatti sarebbero stati ricostruiti in modo da omettere alcuni dettagli e, allo stesso tempo, attribuire all’automobilista comportamenti che avrebbero portato alla sua denuncia per resistenza a pubblico ufficiale. A seguito di quella denuncia era stato aperto un procedimento giudiziario a carico dell’uomo, successivamente archiviato dal gip.
Sull’operato degli agenti si è poi avuto un ulteriore sviluppo dell’indagine tanto che, nella giornata del 22 ottobre scorso, è emerso come si sia allargata con l’iscrizione di altre due persone nel registro degli indagati, oltre agli otto già coinvolti nel filone principale. Si tratterebbe di agenti che, ascoltati dagli inquirenti, avrebbero fornito delle informazioni fuorvianti sui comportamenti dei componenti del Nucleo “Falchi” e nei loro confronti sarebbe stata avanzata l’ipotesi di reato di favoreggiamento.
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