Basta aspettare, subito la messa in sicurezza

Subito la messa in sicurezza dell’ex Fea, non si può più aspettare. Questo, in sintesi, il messaggio uscito dall’assemblea pubblica tenutasi sul lungomare Matteotti voluta dal Pd e cui hanno preso parte vicepresidente del consiglio regionale Antonio Blasioli e i consiglieri comunali che ora al prefetto chiedono un tavolo e alla Regione chiarimenti sul futuro dell’area vista la complessa situazione in cui si trova il progetto di riqualificazione che si attende ormai dal 2017. “Dall’assemblea è giunto anche un appello rivolto a tutte le istituzioni coinvolte a uno sforzo comune per promuoverne la sistemazione futura”, rimarca Blasioli che parla di “forte preoccupazione” per le condizioni in cui versa l’area il cui progetti di riqualificazione è bloccato.
I rischi per l’incolumità e sul fronte igienico-sanitario
Una situazione di degrado che non si riduce alle precarie condizioni igienico-sanitarie all’interno del pericolo, ma anche nelle aree esterne che affacciano sul lungomare, via Foscolo e via Manzoni dove pure servono interventi urgenti, rimarcano gli esponenti dem, ma a un “potenziale pericolo per chi vive il quartiere e lo attraversa quotidianamente”, denunciano con Blasioli che ricorda quanto avvenuto il 5 luglio quando “una porzione del tetto si è staccata ed è crollata sul marciapiede, rendendo necessaria la recinzione del tratto interessato”.
“Un episodio grave, che avrebbe dovuto accelerare le operazioni di messa in sicurezza. Eppure, nella notte tra il 27 e il 28 agosto, proprio in prossimità dell’area recintata, sono stati esplosi fuochi d’artificio, come abbiamo denunciato. Una ulteriore conferma della necessità di garantire condizioni di sicurezza adeguate”, ribadiscono i dem.
Il crollo del tetto a luglio, ma nessun intervento
“Non siamo rimasti a guardare. Già il 2 luglio, qualche giorno prima del crollo, avevamo sollecitato la società concessionaria, Fea srl e il 7 agosto avevamo scritto nuovamente al Comune di Pescara, alla Regione Abruzzo e alla Asl, chiedendo interventi concreti sia per ripristinare le condizioni igienico-sanitarie sia per mettere in sicurezza i confini dell’area”, ricorda ancora il vicepresidente.
“Dai riscontri ricevuti è emerso che il servizio Patrimonio della Regione Abruzzo aveva effettuato un sopralluogo il 7 luglio, informando il servizio Beni e attività culturali, individuato come competente per gli interventi, e inviando una diffida ad adempiere alla società concessionaria. Un passaggio che, anziché chiarire definitivamente le responsabilità – rimarca -, ha fatto emergere ancora una volta una sovrapposizione di competenze che finisce per rallentare le soluzioni”.
“Anche la Asl di Pescara, attraverso l’unità operativa di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica, ha effettuato un sopralluogo il 12 agosto. Nella propria nota – sottolinea Blasioli -ha segnalato vegetazione incolta che fuoriesce dalle mura, condizioni di incuria, cancelli ossidati, persiane rotte, rifiuti e una struttura interna ammalorata, con porte divelte. La stessa Asl ha chiesto un pronto intervento, indicando cinque giorni per la messa in sicurezza e venti giorni per la presentazione di un cronoprogramma dei lavori. Da allora non sono passati solo 5 giorni ma 72 giorni, senza che si sia fatto nulla”.
“Nonostante queste segnalazioni e le richieste formulate, non abbiamo ricevuto riscontro né dal Comune di Pescara né dalla società Fea srl. E, soprattutto, non abbiamo constatato i miglioramenti necessari. Le criticità permangono e il rischio di ulteriori cedimenti non può essere sottovalutato”, ribadiscono i consiglieri dem.
“Per questo oggi, dinanzi ai residenti, abbiamo chiesto al prefetto di Pescara la convocazione di un tavolo di coordinamento tra tutti gli enti e i soggetti coinvolti e ai vigili del fuoco di verificare lo stato dei luoghi e al Comune e alla Regione di garantire la sicurezza delle aree circostanti, promuovendo anche interventi di pulizia e bonifica, se necessario in via sostitutiva. Pretendiamo risposte chiare sulle responsabilità, tempi certi per gli interventi e azioni concrete per eliminare i pericoli e ripristinare condizioni igienico-sanitarie adeguate”.
“La sicurezza dei residenti e dei cittadini non può essere ostaggio dei rimpalli di competenze e dell’inerzia. L’ex Fea è una questione che riguarda l’intero quartiere e merita una risposta immediata”.
Il progetto atteso dal 2017
“L’assemblea pubblica è stata l’occasione anche per ricostruire la complessa storia, partita dal 2017 quando la Regione Abruzzo decise di espletare un avviso pubblico fino ad arrivare alla delibera di consiglio comunale n. 48/2024 che attestava l’interesse pubblico sul nuovo progetto presentato dalla ditta concessionaria dell’area. Un progetto – ricorda Blasioli – in variante cui la Regione non ha invece dato mai il suo assenso, ritenendolo non coerente con il bando di concessione, rigettandolo con un provvedimento che è stato impugnato dinanzi al Tar (Tribunale amministrativo regionale) motivo per il quale si è costretti ad attendere l’esito della causa per capire come far ripartire la sistemazione dell’area.
“La sentenza, da questo punto di vista, sarà tranciante perché ci dirà se il progetto che il Comune di Pescara ha approvato concedendo deroghe sia per il cambio di destinazione d’uso verso utilizzi di tipo commerciale e turistico-ricettivo, che per le maggiori altezze dei fabbricati e la minore distanza dalla sede stradale (oltre alla costruzione di una volumetria ben superiore rispetto a quella attualmente edificata nell’area) sia conforme o – conclude -se si può procedere con la risoluzione e quindi con un nuovo iter amministrativo e una nuova progettualità”.
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