Umbria

Terni, Anac boccia l’operazione Cardinali: sindaco Bandecchi in affanno su più fronti, consiglio ‘caldo’

Quel ‘gioco delle tre carte’ sul profilo dell’ex sindacalista Sergio Cardinali, prima assessore, poi presidente Asm, poi di nuovo assessore, potrebbe costare al Comune di Terni il pagamento di sanzioni, accertata la sussistenza di responsabilità in capo a chi ne dispose la nomina a capo dell’azienda di via Bruno Capponi. Lo ha stabilito l’Anac che, in un parere, chiarisce come quell’incarico fosse inconferibile, tanto da risultare nullo senza che le dimissioni intervenute poi, siano sufficienti a sanare la posizione di Palazzo Spada. Uno schiaffone non da poco per il primo cittadino che, di problemi, in questo periodo, ne ha svariati, compreso quello dei numeri che dovrebbero garantire la sua permanenza in Comune.

Passata in commissione con voto (ponderato) favorevole sul filo del rasoio, la vendita della rete del gas da parte di Terni reti, come noto, ha infatti definitivamente spaccato la maggioranza. Il sì dell’organismo consultivo, che comunque non è vincolante, è arrivato nonostante la contrarietà della consigliera Federica Mengaroni di ‘Con Bandecchi per Terni’ (il gruppo dei cosiddetti dissidenti, o magnifici 4 a seconda dei punti di vista), complice l’astensione dei consiglieri di centrodestra Valdimiro Orsini e Francesco Maria Ferranti. Tecnicamente, proiettando l’orientamento politico emerso, sui lavori del consiglio comunale, appare evidente che la proposta dell’amministrazione sull’alienazione degli impianti non sarebbe approvata. Tant’è, guarda caso, che all’ordine del giorno della seduta di lunedì, la questione non è conteplata; strano, perché Bandecchi aveva messo a suo tempo anche una certa fretta. Tornata in commissione su proposta ‘provocatoria’ dello stesso sindaco, non è più così urgente.

Politicamente, Bandecchi è messo spalle al muro; e già alla seduta del 26 ottobre sono attesi accesi scontri, perché nella lista dei temi da discutere c’è la sfiducia ai presidenti di Prima e Seconda commissione, Andrea Sterlini e Marina Severoni che, senza dubbio, non subiranno passivamente la mozione. Verosimilmente sarà richiesto su più fronti il parere del Segretario generale, Tuel, Statuto e Regolamento alla mano, prima di procedere con nuove elezioni della presidenza dei due organismi. Qualunque sia l’esito del dibattito, è evidente che Bandecchi ormai sia in affanno, costretto a rincorrere il consenso tra quelli che sembravano eterni fedelissimi. La posizione border line assunta dai quattro ex Ap, manda in tilt gli equilibri e per quanto Bandecchi, incassata la fiducia di un numero non sufficiente di consiglieri, consideri ‘traditori’ coloro che non necessariamente votano secondo le indicazioni di esecutivo o partito, questi non fanno altro che esercitare un loro diritto, sancito dalla Costituzione, il divieto di mandato imperativo.

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