Bomba day a Pontevigodarzere, accolti otto anziani fragili al Beato Pellegrino

Su richiesta del Comune, AltaVita-Ira accoglierà al Centro Servizi Beato Pellegrino alcune persone anziane in condizioni di fragilità, abitanti a Pontevigodarzere, che domenica 25 ottobre dovranno lasciare le proprie abitazioni per il disinnesco di un ordigno bellico risalente alla Seconda Guerra mondiale. Si tratta di 8 persone, accompagnate da tre familiari o assistenti.
L’accoglienza partirà già nel pomeriggio di oggi, sabato 24 ottobre, per risparmiare agli ospiti e alle famiglie una sveglia all’alba. Le persone saranno sistemate nella sala polivalente del Centro Servizi, attrezzata per l’occasione con letti e dotazioni di sicurezza. Salvo diverse comunicazioni, potranno rientrare nelle proprie abitazioni dopo le 14 di domenica, al termine delle operazioni di disinnesco.
Gli anziani arriveranno in diverse fasce orarie concordate con il Comune e con l’ULSS 6 Euganea, anche per organizzare i trasporti; per chi ne ha bisogno è prevista la cena. Tra oggi e domani è prevista anche assistenza sanitaria e infermieristica continuativa, con personale potenziato.
L’iniziativa è coordinata con i Servizi Sociali del Comune e con l’Ulss 6 Euganea, che ha rilasciato un nulla osta straordinario per l’accoglienza e ha coordinato i medici di medicina generale degli assistiti, per la trasmissione delle informazioni sanitarie.
La dichiarazione
«Ringrazio tutti i collaboratori che ho coinvolto per organizzare e gestire l’accoglienza di queste persone. In particolare – afferma Adelaide Biondaro, direttrice generale di AltaVita-Ira – il personale infermieristico e assistenziale che sabato e domenica sarà impegnato nelle cure. Ringrazio, inoltre, il dottor Fabio Verlato, direttore del Distretto 1 dell’Azienda Ulss 6 Euganea, per aver coordinato i Medici di Medicina Generale nel fornire tutte le informazioni sanitarie necessarie, al fine di una presa in carico completa. Questa esperienza dimostra che i Centri Servizi sono un punto di riferimento per la Comunità e che le nostre cure, oltre a rivolgersi alle persone residenti all’interno del Beato Pellegrino, possono essere messe a disposizione anche sul territorio».
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