è suo il Mercury Prize 2026
Raye ha vinto il Mercury Prize 2026 con il suo secondo album, “This Music May Contain Hope“. La cantante britannica, all’anagrafe Rachel Keen, ha ricevuto il riconoscimento giovedì 22 ottobre alla Utilita Arena di Newcastle, superando una concorrenza che comprendeva Olivia Dean, Jade, Florence + The Machine, Nia Archives e Paul McCartney, alla prima candidatura a 84 anni con “The Boys Of Dungeon Lane“. In corsa c’era anche la compilation benefica “Help (2)“, realizzata per War Child. È la prima vittoria per Raye, già finalista nel 2023 con l’esordio “My 21st Century Blues“, quando il premio era andato agli Ezra Collective. Un nuovo traguardo dopo il record stabilito ai Brit Awards del 2024, con sei riconoscimenti conquistati in una sola edizione.
La giuria ha premiato la capacità di “This Music May Contain Hope”, che include il singolo “Where Is My Husband!”, di intrecciare il glamour della vecchia Hollywood con la concretezza della vita quotidiana, raccontando “la storia di una giovane donna che affronta le prove quotidiane della vita e dell’amore, in un album gioioso e, in effetti, pieno di speranza”.
“Raye dimostra una vera immaginazione e un grande respiro nel mostrare che cosa può essere un album, andando oltre qualsiasi stile o genere per realizzare la sua visione”, hanno spiegato i giudici. “I giudici concordano sul fatto che lo straordinario album di Raye sarà una grande fonte di ispirazione per molti anni a venire”.
Visibilmente emozionata, la cantante ha accolto il riconoscimento con queste parole: “Non posso dirvi quanto sono grata di avere questo tra le mani. Sto tremando, ho il jet lag, sono stanca, sono grata, è tutto confuso”.
Il discorso di Raye è diventato anche una rivendicazione del valore dell’album e della libertà artistica, con un riferimento al conflitto con la sua precedente etichetta, accusata di impedirle di pubblicare il debutto. Dopo quella rottura, “My 21st Century Blues” era uscito nel 2023 da indipendente. “Ho sempre insistito su quanto credo negli album. Gli album sono così importanti. E non per essere rancorosa, perché credo di essere per lo più in pace con il mio passato, sapete? Ma venendo da un contesto in cui conta tutto sui singoli e sull’inseguire la prossima cosa, mi sento così grata di essere riconosciuta”.
Al centro delle sue parole, infine, il messaggio che dà il titolo al disco: “Adesso le lacrime inizieranno a scorrere, quindi dirò solo ‘This Music May Contain Hope’. ‘Hope’ è una parola molto sdolcinata, soprattutto per noi britannici. Non facciamo spesso cose così profonde, ma la speranza è qualcosa di cui tutti abbiamo bisogno. La musica è questo, la musica è medicina. Spero solo che questo messaggio arrivi a chi ne ha bisogno e vi ringrazio moltissimo per questo premio”.
Durante la cerimonia Raye ha interpretato “I Hate The Way I Look Today” accompagnata da una big band. Sul palco si sono esibite anche Jade con “Angel Of My Dreams”, Olivia Dean con “Let Alone The One You Love” e Florence + The Machine con “One Of The Greats”. I Pulp hanno invece proposto “Begging For Change”, il loro contributo a “Help (2)”, compilation destinata a raccogliere fondi per i bambini che vivono nelle zone di guerra.
Il Mercury Prize premia ogni anno un album di un artista britannico o irlandese. Con questa vittoria Raye entra in un albo d’oro che comprende, tra gli altri, Pulp, PJ Harvey, Arctic Monkeys, Franz Ferdinand, Michael Kiwanuka, Little Simz, Arlo Parks e Young Fathers.
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