Marche

è l’effetto del blocco dei camionisti sugli scaffali dei supermercati di Ancona


ANCONA Insalata in busta che comincia a scarseggiare e prezzi dei pomodorini schizzati alle stelle. L’onda lunga dello sciopero degli autotrasportatori contro il caro carburanti, che in sud Italia ha portato anche al blocco delle strade, si fa sentire anche nei supermercati anconetani, pur se in misura minore rispetto ad altre città, visto che nelle Marche il grosso degli approvvigionamenti arriva dalla vicina Emilia Romagna. Ad avere problemi è soprattutto la filiera del fresco.

Lo stato di agitazione

Per quanto infatti riguarda i prodotti inscatolati, che hanno in genere scadenze medio-lunghe, i magazzini sono ancora pieni e difficoltà potrebbero sorgere soltanto se lo stato di agitazione dovesse protrarsi a lungo, con tempi di riscontro che vanno dalle due alle tre settimane.

Discorso diverso per frutta e verdura, di cui i supermercati vengono riforniti quasi giornalmente. Certo, la situazione è ancora ben lontana da quella di Puglia e Campania, dove infuria la protesta, ma qualche scaffale vuoto comincia a vedersi pure qui. In particolare quello delle insalate confezionate.

Non accade in tutti i supermercati. Più che altro in quelli più piccoli dove ci sono meno scorte. Però è un segnale preoccupante. Tra gli altri articoli che faticano ad arrivare ci sono le uova, certi tipi di frutta tra cui l’uva, pomodorini ciliegini e piccadilly. Fa impressione il rialzo dei prezzi di certi prodotti. È soprattutto il caso dei pomodorini, che in alcuni punti vendita hanno raggiunto gli 11 o 12 euro al chilo. Piuttosto alti, ma non è detto dipenda tutto dalla crisi dei trasporti, perché la siccità che ha caratterizzato i mesi estivi ha avuto il proprio ruolo, anche i prezzi della frutta secca. Noci e castagne difficilmente si trovano sotto i 7 euro al chilo, mentre le nocciole sgusciate in certi supermercati hanno superato i 23-24 euro al chilo.

Per ora le case madri hanno invitato alla calma, mandando comunque, in certi casi, circolari che avvertono che potrebbero esserci disagi nella fornitura di alcune merci, ma tra i commercianti inizia a serpeggiare una buona dose di preoccupazione. «Stiamo a vedere quello che succede nei prossimi giorni – dicono -. Di sicuro non è qualcosa che dipende da noi. Speriamo che la situazione non peggiori, ma che anzi possa risolversi nel più breve tempo possibile». Dalla Calabria e dalla Sicilia ieri sono arrivate buone notizie. Adesso non resta che incrociare le dita.




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