Abruzzo

Oltre 5mila posti di lavoro potenziali, ma servono garanzie su sicurezza e contratti


Oltre 5mila posti di lavoro potenziali tra occupazione diretta e indotto, ma anche la necessità di garantire contratti adeguati, sicurezza e percorsi di formazione per i lavoratori. La Uil provinciale di Chieti interviene sul progetto industriale Renexia nel porto di Ortona, accogliendo favorevolmente la prospettiva dell’investimento da circa 850 milioni di euro e chiedendo che il sindacato venga coinvolto nelle prossime fasi del percorso.

La presa di posizione arriva all’indomani della riunione istituzionale che ha individuato nella Zes unica della Presidenza del Consiglio dei ministri, attraverso una delega dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico centrale, il soggetto incaricato di gestire l’iter autorizzativo del nuovo insediamento produttivo.

Il progetto InVento Italia prevede la realizzazione di un polo industriale dedicato alla costruzione di turbine eoliche offshore. Secondo le stime legate all’investimento, potrebbero essere creati circa 3.100 posti di lavoro diretti, ai quali si aggiungerebbero altri 2mila nell’indotto. Numeri che, sottolinea il sindacato, rappresentano un’opportunità significativa per l’economia del territorio, a condizione che si traducano in occupazione stabile e qualificata.

«Riteniamo che la Zes unica sia lo strumento più adatto ad attrarre investimenti, rafforzare la capacità industriale e garantire la possibilità ai nostri territori di essere più competitivi nel più ampio contesto economico e produttivo del Mezzogiorno», dichiara Valerio Camplone, coordinatore provinciale della Uil Chieti.

Il sindacato evidenzia anche il valore strategico dell’infrastruttura portuale ortonese, non soltanto per il trasporto delle merci, ma per le possibilità di sviluppo di nuove attività produttive legate alle energie rinnovabili.

«Quella del porto di Ortona è un’infrastruttura di grande potenzialità strategica, non soltanto per la logistica e le attività portuali, ma anche per lo sviluppo di nuove filiere industriali legate alla transizione energetica, sfida che, non dobbiamo dimenticare, è ancora aperta», prosegue Camplone.

Secondo il coordinatore provinciale, l’insediamento potrebbe favorire la crescita di una filiera energetica regionale, creando nuove occasioni di collaborazione e sviluppo per le imprese abruzzesi.

«La presenza di nuove realtà legate alla filiera delle energie rinnovabili potrebbe creare opportunità di sviluppo per le imprese abruzzesi, anche e soprattutto in termini di innovazione, efficienza energetica e sostenibilità», sottolinea.

Accanto alle prospettive economiche, la Uil richiama però l’attenzione sulle questioni ancora da definire. Il progetto si trova infatti nella fase autorizzativa e il sindacato ritiene necessario avviare fin da subito un confronto con le parti sociali, per affrontare non soltanto le tempistiche dell’investimento, ma anche le modalità di selezione e formazione del personale.

«Sappiamo chiaramente che il progetto si trova in una fase nella quale tanti aspetti devono essere ancora definiti. Per questo motivo auspichiamo si possa avviare un percorso di confronto serio con le rappresentanze sindacali, per condividere le prospettive dell’investimento, i tempi, i percorsi di formazione e valorizzarne le relative ricadute occupazionali, mettendo al primo posto la sicurezza sul lavoro e il rispetto dei contratti maggiormente rappresentativi», afferma Camplone.

Per la Uil, dunque, l’opportunità rappresentata da Renexia dovrà essere accompagnata da impegni concreti sulla qualità dell’occupazione e sulla valorizzazione delle professionalità locali, con particolare attenzione alle possibilità offerte ai giovani.

L’auspicio del sindacato è che l’investimento possa aprire una nuova fase di sviluppo industriale per Ortona e per l’intera provincia di Chieti, attraverso il potenziamento delle infrastrutture, la crescita delle imprese del territorio e la creazione di posti di lavoro sicuri e qualificati.


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