Cultura

Pet Shop Boys – A Man From The Future

Un’opera innovativa e coraggiosa diversa dal solito per i mitici Pet Shop Boys in questo Anno Domini 2026

Credit: Phil Fisk

A distanza di dodici anni dalla sua prima esecuzione dal vivo ai BBC Proms del 2014, il progetto concettuale dei Pet Shop Boys dedicato alla vita ed alla tragica fine del genio dell’informatica Alan Turing trova finalmente la sua forma definitiva su disco. Rielaborato e registrato con cura sapiente insieme al compositore Sven Helbig, “A Man From The Future” si presenta sul mercato in un elegante ed esaustivo doppio CD: il primo contiene l’opera completa nella sua veste sinfonico-narrativa, mentre il secondo offre l’ascolto puramente strumentale delle otto composizioni.

Un’opera affascinante e colta che si inserisce nell’ormai ricca tradizione di produzioni extra-pop del duo londinese (come ad esempio la colonna sonora per “La Corazzata Potemkin” oppure il balletto “The Most Incredible Thing”).

L’album nell’esattezza si snoda attraverso una suite suddivisa in otto movimenti che ripercorre cronologicamente l’esistenza di Turing.

“Natural Wonders Every Child Should Know” apre l’album in maniera intima e suggestiva descrivendo la curiosità infantile di Alan. Le orchestrazioni delicate del Manchester Camerata Octet ed i cori giovanili tracciano un quadro di scoperta scientifica ancora innocente.

“He Dreamed Of Machines” rende protagonista Chris Lowe con grande forza espressiva. I synth si intrecciano splendidamente con sequenze ritmiche rigide ricreando il concetto meccanico e visionario del computer moderno, creando un ponte solido tra la tecnologia degli anni ’30/’40 e l’elettronica da club dei PSB.

Nella perla “The Enigma” compare l’aspetto della drammaticità della prima metà dell’album, incentrato sul lavoro di decifrazione del codice bellico nazista a Bletchley Park. Il ritmo si fa incalzante e nevrotico, supportato da sezioni d’archi tese che trasmettono perfettamente la corsa contro il tempo tiranno.

Di passaggio risulta essere il brano “Other Ranks”, che in realtà semplicemente sposta il focus sulle barriere sociali e sulle gerarchie militari che l’animo schivo di Turing dovette affrontare.

Per “The Memory And The Control” sussiste invece una composizione complessa dove l’architettura dei calcolatori si fonde ed amalgama con la memoria personale. Neil Tennant e Sven Helbig ricamano un perfetto equilibrio tra epica sinfonica ed elementi sintetici.

Piuttosto cupo e tormentato ci appare “The Trial”, nel quale si narra del processo per omosessualità che Turing fu costretto a subire nel 1952 e alla sua condanna alla castrazione chimica. La voce narrante dell’attrice Juliet Stevenson sostiene il carico emotivo con straordinaria gravità, supportata da un arrangiamento drammatico.

Meritevolissima di menzione “Only In HIs Death”, dedicata al suicidio di Turing e al peso del silenzio istituzionale che seguì la sua scomparsa. Il coro della Manchester Grammar School regala qui dei passaggi di struggente bellezza.

La conclusiva nonchè title-track “A Man From The Future” offre una sorta di riabilitazione morale e celebrazione postuma, con una musica che si apre in un crescendo leggendario e speranzoso, quasi a sottolineare come le idee di Turing abbiano plasmato il nostro presente ed il nostro futuro.

“A Man From The Future” è un lavoro nobile, sincero e musicalmente rifinito, che rende doveroso omaggio a una figura storica fondamentale. Un disco solido e di qualità, che arricchisce la discografia dei Pet Shop Boys mostrando ancora una volta la loro poliedricità e il loro spessore artistico.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »