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I calciatori e le insidie del dopo carriera: ”Il 60% è a rischio povertà” – Calcio


Essere calciatori è spesso sinonimo di ricchezza, benefit e vita agiata. Ma non sempre è così. Vizi pericolosi, amicizie sbagliate, investimenti non andati a buon fine: i motivi che, una volta appese le scarpe al chiodo, possono portare un giocatore in difficoltà economiche possono essere molteplici. Ne è esempio la storia di Roberto Carlos, che recentemente ha dichiarato di ”aver perso il 99% di quanto guadagnato con il calcio”, per una cifra che si avvicinerebbe ai 160 milioni di euro. Dalla confessione dell’ex terzino brasiliano di Inter e Real Madrid e di come questo non sia un caso isolato, è nato un approfondimento che è stato argomento di una lezione universitaria di Guglielmo Stendardo (a proposito di ex calciatori), oggi avvocato a docente di Diritto e Management dello Sport presso l’università Luiss-Guido Carli. Ospite del suo corso il presidente di CONSAP SpA (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici), Sestino Giacomoni.

”Dopo il ritiro 60% dei calciatori a rischio”

Secondo un report dell’Avv. Stendardo, circa il 60% dei calciatori professionisti italiani sarebbe a rischio povertà nei cinque anni successivi al ritiro. ”È un dato che deve far riflettere – ammette il presidente di Consap -. Spesso si investe tutto sulla prestazione sportiva, trascurando la formazione e la preparazione alla vita dopo il campo. Non basta guadagnare molto: bisogna saper gestire il patrimonio, comprendere i contratti e pianificare il futuro. Come ricordava Warren Buffett, tra i più grandi investitori di tutti i tempi, l’investimento migliore della vita è quello che consente di acquisire competenze e capacità: sono risorse che nessuno può toglierti. Formare un atleta non significa soltanto renderlo più forte in campo. Significa metterlo nelle condizioni di essere forte anche quando in campo non ci sarà più. Perché una carriera sportiva può durare 10-20 anni, ma una volta usciti dal campo si ritrovano a giocare un’altra partita, nel campo della vita, che può arrivare a 100 anni”.

”Il talento non ti prepara al post-carriera”

Il presidente Giacomoni ha proposto un corso di educazione finanziaria per i giovani calciatori. ”Vorrei promuovere lezioni di educazione finanziaria direttamente nei ritiri dei giovani calciatori, per aiutarli a comprendere il valore del risparmio, la diversificazione degli investimenti, la previdenza complementare e le opportunità professionali dopo il ritiro. Un atleta deve sapere che la carriera agonistica ha una fine, mentre la vita continua. Il caso di Roberto Carlos ci ricorda quanto siano importanti la consapevolezza e la formazione. Il talento ti porta in campo, ma non ti prepara necessariamente alla vita che viene dopo. Dobbiamo aiutare i giovani sportivi professionisti a costruire il proprio futuro mentre stanno ancora vivendo il loro presente”.

”I giovani non vanno trattenuti, ma attratti”

Come si possono convincere i giovani ragazzi a investire sulla propria formazione e a costruire il proprio futuro in Italia, senza andare all’estero? ”I giovani non vanno trattenuti, vanno attratti – dice Giacomoni – . Per farlo dobbiamo utilizzare degli strumenti finanziari, come le garanzie, in opportunità concrete per finanziare gli studi, la formazione e l’acquisto della prima casa. Il Fondo Studio consente ai meritevoli di accedere al credito indipendentemente dalle condizioni economiche della famiglia. Il Fondo Casa aiuta le giovani coppie a realizzare il progetto di acquistare un’abitazione pur non avendo personali garanzie patrimoniali perché per loro garantisce lo Stato, attraverso Consap. Il nostro obiettivo è permettere ai giovani di scegliere liberamente il proprio percorso, anche facendo esperienze all’estero, ma dando loro ragioni concrete per restare o tornare in Italia”.

”Trasformare il merito in opportunità”

In conclusione, abbiamo chiesto al presidente Giacomoni quali siano i dati aggiornati del Fondo Studio e del Fondo Casa e cosa raccontano sull’impatto concreto delle iniziative CONSAP da quando è alla sua guida? ”Da quando sono alla guida di CONSAP, giugno 2023, abbiamo lavorato per riportare il Fondo Studio e il Fondo Casa alla loro missione originaria: trasformare il merito e le aspirazioni dei giovani in opportunità concrete. Il Fondo Studio ha raccolto oltre 2.400 domande nei primi cinque mesi, quasi quanto le circa 2.500 arrivate complessivamente nei quindici anni precedenti. Offre agli studenti meritevoli finanziamenti fino a 50 mila euro per studiare in Italia e 70 mila all’estero, con una garanzia pubblica del 70%. L’unico requisito richiesto è il merito. Il Fondo Casa ha consentito l’erogazione di 587 mila mutui, di cui 434 mila destinati a giovani coppie under 36. Questi dati ci offrono la fotografia di un’Italia che crede nel futuro e ci ricordano che accanto ai giovani che lasciano l’Italia, c’è anche un’altra faccia della medaglia: quella dei giovani che restano, comprano casa e accendono un mutuo”.


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