Debiti fuori bilancio per 1,72 milioni, l’opposizione chiede il rinvio della discussione in consiglio: “Mancanza di trasparenza”

I gruppi consiliari di minoranza del Comune di Chieti hanno sottoscritto nel corso del consiglio comunale di oggi (lunedì 19 ottobre) una questione sospensiva e pregiudiziale in occasione della trattazione del primo punto all’ordine del giorno della seduta, relativo al riconoscimento e al finanziamento di debiti fuori bilancio per complessivi 1.721.315,35 euro, riferiti agli interventi di somma urgenza eseguiti in seguito agli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito il territorio comunale a partire dal 28 marzo 2026.
L’iniziativa è stata promossa dal gruppo consiliare di Forza Italia con primo firmatario Remo Stampone, e ha visto il supporto di Fratelli d’Italia e Lega.
Al centro della contestazione c’è quella che viene giudicata “mancanza di trasparenza e l’impossibilità, per i consiglieri comunali, di esercitare un controllo effettivo e preventivo sulla documentazione relativa agli interventi e alle spese sottoposte all’approvazione dell’assemblea”.
“Nel corso della commissione consiliare del 16 ottobre – denunciano i consiglieri Remo Stampone, Mattia Di Paolo, Maurizio Costa e Renata D’Ettorre, non ci sono stati forniti gli elenchi analitici delle strade e dei cantieri interessati, né tanto meno la documentazione tecnica necessaria a verificare nel dettaglio i lavori eseguiti e i relativi costi. Una situazione che riteniamo inaccettabile, soprattutto quando si tratta di una somma così rilevante e di un Comune che versa in una delicata condizione finanziaria”.
“La nostra iniziativa – chiariscono – non intende ostacolare gli interventi necessari per la sicurezza del territorio e il ripristino delle infrastrutture danneggiate. Al contrario, proprio perché si tratta di risorse pubbliche destinate a fronteggiare un’emergenza, riteniamo indispensabile che ogni spesa sia adeguatamente documentata e verificabile. Per queste ragioni, con la questione sospensiva e pregiudiziale abbiamo chiesto il ritiro o il rinvio della trattazione del punto all’ordine del giorno, subordinando la sua ripresentazione alla trasmissione integrale della documentazione a tutti i consiglieri comunali. La nostra posizione è chiara: il consiglio comunale non può essere chiamato a votare al buio. Ogni consigliere deve poter esaminare gli atti, approfondire i contenuti della proposta e valutare consapevolmente l’impiego delle risorse pubbliche”.
“La trasparenza – concludono i consiglieri – non può essere considerata un adempimento formale da assolvere successivamente, ma deve rappresentare una condizione essenziale per consentire un controllo reale sull’attività amministrativa, soprattutto quando sono in gioco somme così importanti e la tenuta finanziaria dell’ente”.
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