«Una vetrina per le eccellenze di Marche e Umbria» – Cronache Fermane
L’eccellenza architettonica di Marche e Umbria si dà appuntamento a Fermo. Sarà infatti la città del Girfalco a ospitare, venerdì 23 ottobre, la cerimonia di premiazione di In-Architettura 2026, uno dei più rappresentativi riconoscimenti italiani nel campo dell’architettura, promosso dall’Istituto Nazionale di Architettura in collaborazione con Ance e con il supporto operativo di Archilovers.
L’iniziativa è stata presentata questa mattina, nel corso di una conferenza stampa ospitata nel Gabinetto del Sindaco, a Palazzo dei Priori, alla presenza dell’assessore all’Ambiente e al Decoro urbano Giampiero Gallucci, del presidente di In/Arch Marche Michele Schiavoni e della vicepresidente Simone Cerolini.
Un appuntamento di rilievo per Fermo, che per un giorno diventerà punto di riferimento per il mondo dell’architettura e delle costruzioni delle due regioni, accogliendo professionisti e protagonisti del settore per celebrare la qualità progettuale e il valore delle opere realizzate sul territorio.
Cinque i riconoscimenti previsti: il premio per le Migliori opere di architettura – Nuova costruzione, quello per i Migliori interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, il Premio speciale Listone Giordano, dedicato alla qualità dei materiali, il Premio Internazionale Bruno Zevi e l’atteso Premio alla Carriera, destinato agli architetti che si sono distinti nel corso della loro attività professionale e assegnato in passato a nomi del calibro di Danilo Guerri, Paolo Castelli e Innocenzo Prezzamento.
A comporre la giuria dei premi per Marche e Umbria sono Michele Schiavoni, presidente In/Arch Marche, Carlo Resparambia, presidente Ance Marche, Benedetta Tagliabue di Embt Architects, Andrea Margarettili, past president In/Arch Nazionale e rappresentante di Listone Giordano, Dario Nanni, presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Ascoli Piceno, Gianluigi Mondaini, professore dell’Università Politecnica delle Marche, Michela Francioni, dirigente del III Settore Servizi Tecnici del Comune di Porto San Giorgio, Elisabetta Parisi Presicce, membro del direttivo In/Arch Marche, e Giuliana Salmaso, architetto.
A fare gli onori di casa è stato l’assessore all’Ambiente del Comune di Fermo, Giampiero Gallucci, che ha sottolineato il legame tra i temi della manifestazione e gli interventi di riqualificazione portati avanti dall’amministrazione comunale.
«Siamo lieti di ospitare un evento di questo livello in un edificio recentemente riqualificato, che rappresenta pienamente lo spirito della manifestazione. Conosco bene l’importanza della gestione di un progetto attraverso i suoi diversi passaggi tecnici e quanto oggi non sia semplice individuare le imprese giuste. Fermo è stata interessata negli ultimi anni da numerosi interventi di riqualificazione e questa iniziativa si inserisce idealmente nel percorso intrapreso dall’amministrazione, tra opere già realizzate e progetti futuri».
L’assessore ha quindi richiamato alcuni degli interventi che interessano la città: «Penso a Villa Vitali, che necessita di un intervento di riqualificazione dell’edificio dopo i recenti lavori al parco, ma anche al Pinqua, che coniuga recupero dell’esistente e nuove costruzioni. Un progetto che comprende la bonifica di parte dell’area e la realizzazione del ponte ciclopedonale destinato a collegare la zona Molini-Girola a Campiglione».
La cerimonia si terrà venerdì 23 ottobre, a partire dalle ore 16, all’Auditorium Sandro Pertini, nell’ex mercato coperto di Fermo. Sarà l’atto conclusivo di un percorso avviato nel febbraio scorso con l’apertura delle candidature e proseguito nei mesi di giugno e luglio, quando una giuria qualificata ha esaminato e valutato i progetti in concorso.
Nel corso dell’appuntamento fermano saranno svelati i vincitori per Marche e Umbria, che accederanno così alle finali nazionali, previste a metà novembre a Venezia. Non soltanto una premiazione, dunque, ma anche un’occasione di confronto e approfondimento sullo stato dell’architettura contemporanea, sulla qualità delle costruzioni realizzate negli ultimi anni e sul ruolo che la progettazione può svolgere nello sviluppo e nella trasformazione dei territori.
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il presidente di In/Arch Marche, Michele Schiavoni, che ha ripercorso la storia del riconoscimento e il ruolo dell’Istituto nella promozione della cultura architettonica.
«In/Arch è un istituto culturale riconosciuto e finanziato dai ministeri della Cultura e dei Lavori pubblici, fondato da Bruno Zevi. Il primo premio risale agli inizi degli anni Sessanta, ma siamo oggi alla sesta edizione di questa formula, che prevede una prima selezione su base regionale e una successiva fase nazionale. Da tre edizioni coinvolgiamo anche l’Umbria, che non dispone più di una propria organizzazione territoriale. Come In/Arch Marche abbiamo quindi assunto l’impegno di portare avanti il premio anche per questa regione, contribuendo a diffondere e valorizzare la qualità dell’architettura in entrambi i territori».
Sulla stessa linea la vicepresidente Simone Cerolini, che ha posto l’accento sulla filosofia alla base dei premi e sull’importanza di riconoscere il lavoro dell’intera filiera delle costruzioni.
«I premi si concentrano sull’architettura costruita, valorizzando non soltanto l’idea progettuale, ma anche il percorso che porta alla concreta realizzazione di un edificio. Un’opera architettonica è infatti il risultato del lavoro di imprese, artigiani e professionisti: si arriva a un prodotto di qualità soltanto quando tutta la filiera è di qualità. Per questo il riconoscimento non riguarda esclusivamente il progettista, ma premia anche il costruttore e il committente, valorizzando tutte le figure che contribuiscono alla realizzazione dell’opera».
Cerolini si è poi soffermata sulla scelta delle sedi che ospitano le cerimonie, sempre legate a luoghi di particolare valore architettonico.
«Per queste edizioni scegliamo edifici rappresentativi e di rilievo. Penso al Palazzo Ducale di Urbino, alla Mole Vanvitelliana di Ancona e ora all’Auditorium Pertini di Fermo, un edificio progettato dall’architetto Sergio Danielli, tra i primi a ricevere questo premio, quando a selezionarlo fu proprio il professor Bruno Zevi. Un elemento che ci rende particolarmente orgogliosi. Nella nostra regione abbiamo architetture di assoluta qualità, talvolta poco conosciute. Riuscire a individuarle, raccontarle e valorizzarle rappresenta uno degli aspetti più interessanti di questa iniziativa».
L’appuntamento del 23 ottobre offrirà dunque una vetrina ai progetti selezionati nelle Marche e in Umbria, ma sarà anche un momento per riflettere sulle trasformazioni del patrimonio edilizio e sulle prospettive future del settore. I premi In-Architettura rappresentano infatti un’opportunità per dare visibilità al lavoro dei professionisti e promuovere una cultura del progetto attenta alla qualità architettonica, alla sostenibilità degli interventi e al rapporto tra edifici, città e territorio.
Per Fermo, infine, la manifestazione sarà un’occasione per ospitare un confronto di respiro interregionale su temi che riguardano da vicino la qualità degli spazi urbani, la valorizzazione del patrimonio costruito e il futuro delle comunità.
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