Trovato senza vita a 34 anni in albergo in Vietnam, la salma di Fabio Zallocco è tornata a casa a Morrovalle

MORROVALLE – «Buongiorno, questa Ambasciata ha appena appreso del decesso a Hanoi (Vietnam) del connazionale Fabio Zallocco. Il corpo del connazionale è stato ritrovato nella giornata di ieri nella sua stanza d’albergo, n. 703». Il 30 settembre scorso, questa comunicazione ha raggiunto a Morrovalle familiari e amici. Poche parole, che hanno lasciato un vuoto immenso e un dolore reso ancora più difficile dall’essere arrivato da lontano, senza risposte immediate.
Fabio Zallocco aveva 34 anni, era originario di Morrovalle ma viveva a Londra dove lavorava in un ristorante, ed è morto durante una vacanza in Vietnam, trovato senza vita in una camera d’albergo ad Hanoi. Il dramma è accaduto lo scorso 29 settembre ma la notizia si è appresa solo ieri. La salma è rientrata in Italia. Sarà portata a Morrovalle ma al momento nulla si sa del funerale. Intanto amici, cugini e nipoti del giovane hanno organizzato un crowd funding per sostenere le spese del rientro in Italia e del funerale.
La storia
«Fabio aveva iniziato a lavorare da adolescente, dando una mano alla famiglia in agricoltura, mentre portava avanti gli studi al liceo artistico – raccontano sulla pagina aperta su Gofundme -. Il disegno era una delle sue grandi passioni e disegnava divinamente. Amava l’arte, la fotografia e la moda, e per un periodo aveva immaginato di trasformare proprio quella passione nel suo lavoro. Ha iniziato a lavorare nella ristorazione dai ruoli più umili, facendo esperienza e crescendo passo dopo passo, fino a raggiungere importanti traguardi professionali. Australia, America, Gran Bretagna: il lavoro lo ha portato lontano da Morrovalle, il paesino in cui è cresciuto nelle Marche, fino a Londra, diventata la sua seconda casa. Qui era arrivato a ricoprire un ruolo di responsabilità nella gestione di un rinomato ristorante italiano». La passione per i vini, l’interesse per il mondo della ristorazione e la dedizione al proprio lavoro erano diventati parte della sua vita, «insieme a tutto ciò che lo rendeva Fabio: la curiosità, l’indipendenza e il desiderio di scoprire sempre qualcosa di nuovo».
Il desiderio di viaggiare
Tutto ciò si riassumeva nel suo desiderio di viaggiare. «Qualche mese fa aveva acquistato un biglietto per Hong Kong per affrontare l’ennesimo colloquio di lavoro e continuare a costruire il proprio futuro. Non sappiamo come sia andato quel colloquio. Sappiamo, però, che dopo aveva deciso di concedersi qualche giorno di riposo in Vietnam. Il 30 settembre sarebbe dovuto tornare a Londra, riprendere il lavoro e la sua quotidianità. Lo immaginavamo di nuovo lì, pronto a ricominciare». Ma invece della solita chiamata di saluto dopo il ritorno da ogni lungo viaggio, è arrivata quella secca comunicazione di tre righe. «Fabio a Londra non ci è più potuto tornare. Il suo corpo è rimasto lontano da casa per altre tre settimane, prima di poter finalmente tornare in Italia. Ma non nel modo in cui tutti avremmo voluto riabbracciarlo». Gli amici e parenti del giovane chiedono un contributo, «anche piccolo per coprire le ingenti spese che la famiglia – oltre all’incommensurabile perdita emotiva – sta sostenendo per il rimpatrio e l’ultimo saluto».




