Crisi politica a Terni, ora che succede? Bandecchi valuta (anche) le dimissioni. Gli scenari

Ventinove maggio 2023. Stefano Bandecchi vince le elezioni al ballottaggio contro Orlando Masselli del centrodestra. Così si era aperta in città una nuova era, quella dell’imprenditore livornese, che ora, potrebbe chiudersi prima del tempo. Certamente, non il primo scossone politico a Palazzo Spada da quando si è insediata l’amministrazione Bandecchi. Tra uscite di scena, rimpasti di giunta, cambi di casacche, addii, ma anche arrivederci, quanto successo nel tardo pomeriggio di sabato non può essere definito “un fulmine a ciel sereno”. Era noto: la maggioranza in Comune traballava. A darle il colpo di grazia i quattro di ‘Con Bandecchi per Terni’, che con Bandecchi, ora, non ci stanno più. E adesso? In teoria (perchè la pratica poi è un’altra cosa) due i possibili scenari: o il sindaco riesce a trovare un nuovo equilibrio a palazzo e a “ricostruire” la sua maggioranza, oppure fine dei giochi ovvero dimissioni, commissariamento dell’Ente e elezioni anticipate.
Cosa è successo. Sabato nel tardo pomeriggio Marina Severoni, Andrea Sterlini, Andrea Colasanti e Federica Mengaroni, i quattro consiglieri ex Alternativa popolare che avevano poi istituito il gruppo consiliare ‘Con Bandecchi per Terni’, che lo stesso sindaco aveva “ripudiato” giorni fa, hanno annunciato ufficialmente il passaggio all’opposizione e revocato la fiducia al primo cittadino e alla sua giunta. A questo punto, la maggioranza è implosa.
Numeri alla mano, sono 18 i componenti dell’opposizione: Marina Severoni, Federica Mengaroni, Andrea Colasanti, Andrea Sterlini (ex ‘Con Bandecchi per Terni’); Francesco Maria Ferranti (Forza Italia); Marco Celestino Cecconi, Roberto Pastura, Elena Proietti Trotti (Fratelli d’Italia); Cinzia Fabrizi, Roberta Trippini, Guido Verdecchia (Gruppo misto); Claudio Fiorelli (Movimento 5 Stelle); Pierluigi Spinelli, Michele Di Girolamo, Emidio Mattia Gubbiotti, Leonardo Patalocco (Partito Democratico); Valdimiro Orsini (Terni Masselli Sindaco); Orlando Masselli (Futuro Nazionale). Solo 15 (compreso il sindaco) i consiglieri di maggioranza: Claudio Batini, Ivano Consalvi, Raffaello Federighi, Ilaria Fortunati, Riccardo Fortunati, Sara Francescangeli, Massimo Francucci, Maria Elena Gambini, Massimiliano Marchetti, Agnese Passoni, Mirko Presciuttini, Giulia Rosati, Sandro Trequattrini, Danilo Primieri.
Ciò significa che Bandecchi non può più contare su una maggioranza consiliare autonoma e rischia di incontrare maggiori difficoltà nell’approvazione dei provvedimenti necessari al governo della città. Da qui si aprono due possibili scenari. Il primo è quello di un tentativo di ricomporre gli equilibri in consiglio comunale. La perdita della maggioranza politica, infatti, non determina automaticamente la decadenza del sindaco né lo scioglimento del consiglio. Bandecchi potrebbe quindi cercare nuovi appoggi, anche tra i consiglieri formalmente all’opposizione, per ottenere i voti necessari all’approvazione dei singoli provvedimenti o per costruire una nuova maggioranza. Si tratterebbe, tuttavia, di un equilibrio potenzialmente fragile, subordinato alla disponibilità degli altri consiglieri a sostenere l’amministrazione.
Il secondo scenario è quello delle dimissioni volontarie di Bandecchi. Qualora il sindaco prendesse atto dell’impossibilità di ricostruire una maggioranza e della difficoltà di portare avanti il programma amministrativo, potrebbe decidere di rassegnare le dimissioni, interrompendo anticipatamente il proprio mandato. Si tratterebbe di una scelta politica, non di un obbligo derivante dalla perdita della maggioranza consiliare. Le dimissioni, una volta presentate formalmente, diventerebbero efficaci e irrevocabili trascorsi venti giorni (secondo il Tuel), salvo revoca entro quel termine. A quel punto si procederebbe allo scioglimento del consiglio comunale e alla nomina di un commissario, incaricato della gestione provvisoria dell’ente fino alle nuove elezioni. Per Terni, questo significherebbe chiudere anticipatamente l’attuale esperienza amministrativa e affidare temporaneamente la gestione del Comune a una figura commissariale.
A Umbria24 nella serata di sabato è stato lo stesso sindaco ad ammettere di valutare le elezioni anticipate come opzione. In tal senso, Bandecchi potrebbe scegliere di proseguire nel mondo della politica, anche nazionale, con il suo movimento ‘Dimensione Bandecchi’, e “restare a Terni” solo come imprenditore, a detta sua, alla guida della Nuova Ternana e per portare a terra il progetto stadio-clinica.
I nodi verranno comunque al pettine a stretto giro. Quella di oggi con ogni probabilità sarà una domenica di incontri, telefonate e riflessioni per i componenti della massima assise cittadina. Lunedì il consiglio comunale non è stato convocato (per il secondo lunedì di fila), ma a palazzo si ritroveranno i consiglieri della Prima e Terza commissione consiliare per discutere sull’affidamento del servizio di distribuzione del gas. Capitolo quello che è stato uno dei motivi del contendere tra l’amministrazione e i quattro consiglieri fuoriusciti dalla maggioranza. Staremo a vedere cosa succederà, se il sindaco calerà nuovamente un asso dalla manica o se è arrivato il momento dei saluti.
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