Liguria

La protesta degli studenti attraversa la città: “Soldi alla scuola e non alla guerra”

Genova. Quella di oggi sarà una nuova giornata complessa per il settore scolastico e per la viabilità del centro cittadino a Genova, a causa dello sciopero nazionale del personale docente e ATA che ha innescato diverse mobilitazioni di studenti e attivisti.

Il corteo degli studenti

Alle 9.30 è partito da piazza De Ferrari il corteo degli studenti, partecipato da diverse centinaia di ragazzi e ragazze. La manifestazione ha attraversato le vie del centro, passando da via XX Settembre, via Fiume, Via Serra, piazza Corvetto, per poi confluire nuovamente dal fontanone.

Moltissimi gli striscioni portati in manifestazione, tra cui spiccavano quelli dedicati alla protesta contro i tagli all’istruzione e la corsa al riarmo, i temi che di fatto sono l’oggetto delle proteste degli studenti in tutto il paese. “Stufi di questa d’istruzione“, “Soldi alla scuola e non alla guerra“, questi i messaggi portati in strada dai manifestanti, con diversi richiami alla mobilitazione lanciata per il prossimo 30 ottobre, giorno dello sciopero generale lanciato dai sindacati base e dai movimenti studenteschi contro le politiche del governo, al grido di “Blocchiamo tutto”.

Davanti alla sede di Confindustria gli studenti hanno posizionato un simbolico carro armato di cartone, poi dato alle fiamme tra fumogeni e cori contro la guerra e gli investimenti dell’industria bellica, in forte aumento in questi anni.  A Corvetto, invece, due cartonati raffiguranti la premier Giorgia Meloni e il ministro degli interno Matteo Piantedosi sono stati il bersaglio del lancio simbolico di uova e frutta marcia.

 

Lo sciopero

 

Nel capoluogo ligure, oltre all’astensione dal lavoro del personale scolastico che varia da scuola a scuola, sono previsti due momenti diversi di mobilitazione: alle 9.30 in piazza De Ferrari, infatti, è prevista la manifestazione studentesca promossa dal movimento Osa (Opposizione Studentesca d’Alternativa). In particolare a Genova, dopo le occupazioni di questi giorni (tra cui Gobetti, Calvino e Lanfranconi), gli studenti contestano le condizioni edilizie degli istituti, i costi del materiale didattico e del trasporto pubblico, unitamente alle politiche governative in materia di spese militari, in vista dello sciopero generale fissato per il prossimo 30 ottobre.

Nel tardo pomeriggio, alle 17.30, è infine previsto un presidio statico organizzato da Fridays for Future in largo Eros Lanfranco, di fronte alla Prefettura, per sollecitare interventi istituzionali di contrasto al cambiamento climatico.

 

A livello nazionale, l’astensione dal lavoro per l’intera giornata è stata proclamata dal SISA, Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, per tutto il comparto Istruzione e Ricerca. Le richieste sono quelle di accedere a misure di contrasto all’inflazione come ad esempio un aumento salariale netto pari ad almeno il 20% netto, l’assunzione ope legis su tutti i posti vacanti e la creazione di un ruolo unico per i docenti con parità di orario e retribuzione tra i vari ordini di scuola. Il sindacato chiede anche l’abolizione del concorso per dirigenti scolastici, da sostituire con una figura elettiva scelta dal collegio dei docenti, la riduzione dei costi dei tfa universitari, la riforma dei pensionamenti per il personale invalido e l’introduzione dello studio di arabo, russo e cinese negli istituti superiori.




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