la Roma domina 80 minuti poi crolla sui calci d’angolo (3-4)
La Roma perde immeritatamente in casa per 3-4 contro il Real Madrid, giocando una meravigliosa partita fino all’82’. Poi, con tre calci d’angolo in otto minuti, si butta via e lascia i tre punti agli avversari.
Gasperini, nella prima notte di Champions casalinga, visto il perdurare delle assenze di Cristante e Svilar, ripropone la stessa formazione che ha affrontato il Como sabato, con la sola eccezione di Soulé al posto di Pellegrini.
La Roma, quindi, entra in campo con Gollini in porta; Mancini, Ndicka ed Hermoso in difesa; Molina, Koné, De Roon e Wesley a centrocampo; Dybala e Soulé dietro Malen.
Si inizia con una coreografia meravigliosa della Sud, «A.S. Roma sine metu» (senza paura), e un inno della Roma cantato da tutto lo stadio, stracolmo e ancora più da brividi davanti all’ex Mourinho, omaggiato con tantissimi striscioni dai tifosi giallorossi, che non dimenticano l’ultimo allenatore che ha portato un trofeo a Trigoria.
La Roma parte decisa e convinta e, nei primi cinque minuti, comanda il gioco e tira tre volte in porta. Sul secondo tentativo di Hermoso, dal limite, solo un superbo Courtois, con una gran parata, nega il gol al difensore romanista.
All’11’ azione prolungata della Roma, che sposta la palla da destra a sinistra. Pallone dentro l’area, Dybala, in scivolata, manda fuori di poco.
Al 15′ tegola pesantissima per la Roma, perché si fa male il perno del centrocampo, Koné, che viene sostituito da Pisilli.
Mentre il Real Madrid sposta il proprio baricentro in avanti e la Roma sembra subire un po’ l’assenza di Koné, arriva il meritato vantaggio della squadra giallorossa.
Al 20′ Dybala riconquista palla sulla trequarti avversaria. De Roon smista al centro e il pallone arriva largo a Soulé, che lo rimette in mezzo, al limite dell’area, dove arriva De Roon che, di prima, spara un gran tiro.
La conclusione, leggermente deviata, inganna Courtois e si insacca in porta. L’Olimpico esplode e la Roma è in vantaggio: 1-0!
Un minuto dopo, scambio Dybala-Malen, con quest’ultimo che fa partire un gran tiro, ma il portiere del Real para in due tempi sulla linea di porta.
Nel momento migliore della Roma arriva il pareggio del Real. Lancio dalle retrovie, liscio clamoroso di Hermoso, che lascia campo e palla a Mbappé. Dai venti metri, il francese tira un bolide che, leggermente deviato da Mancini in una disperata scivolata, batte imparabilmente Gollini. 1-1.
Il Real riprende fiato e la Roma accusa un po’ il colpo. Al 31′ la squadra di Mourinho va vicinissima al gol con Cucurella, che sulla destra approfitta di un cattivo intervento di Soulé in fase difensiva e arriva solo davanti a Gollini, ma manda fuori.
La partita diventa equilibrata, con la Roma che controlla e il Real sempre pericoloso grazie ai suoi fenomenali giocatori.
All’ultimo secondo di recupero, brividi per i tifosi giallorossi: il primo e unico tiro in porta di Bellingham nei primi 45 minuti esce di poco. Poi l’arbitro manda tutti al riposo sul punteggio di 1-1, un risultato che, per il gioco e le occasioni viste, va stretto alla Roma.
La Roma rientra in campo senza Dybala, rimasto negli spogliatoi per un risentimento muscolare. Al suo posto entra Rodrigo Mora.
Rispetto ad alcune apparizioni, la Roma inizia bene il secondo tempo, tanto che al 50′ torna in vantaggio.
Riconquista alta del pallone: palla a Rodrigo Mora, che incrocia con Malen e poi serve a sinistra. Il centravanti olandese cerca il tocco, ma è la deviazione di un difensore in scivolata a imprimere alla traiettoria della palla un effetto a cucchiaio, che supera imparabilmente Courtois. È 2-1!
La Roma non molla, è sempre sul pezzo e al 57′ arriva il terzo gol, stavolta in contropiede. Soulé imbuca per Malen che, sul filo del fuorigioco, scatta e batte il portiere in uscita. Il guardalinee alza la bandierina e segnala l’offside, ma il VAR convalida il gol. 3-1!
Mourinho corre ai ripari e fa uscire un inguardabile Vinicius e Dumfries, inserendo Endrick e Güler. Gasperini risponde togliendo un acciaccato Soulé per Pellegrini e l’ammonito Mancini per Balerdi.
Il Real cambia marcia, fa entrare anche Bernardo Silva e spinge soprattutto con Endrick, Diomandé e Mbappé. La Roma, però, stringe i denti, cerca di rintuzzare tutti gli attacchi e non disdegna di colpire in contropiede, come al 76′, quando Pellegrini spara alto.
Mourinho fa gli ultimi due cambi, inserendo l’attaccante Espi e Carreras, per un Real votato tutto all’attacco. Gasperini risponde togliendo uno stanco Hermoso per Kourlierakis.
In otto minuti la partita si ribalta clamorosamente, con tre calci d’angolo.
All’82’, sugli sviluppi di un corner, Endrick colpisce di testa. Gollini para, ma non trattiene: arriva Espi e la mette dentro. Il guardalinee alza la bandierina per fuorigioco, ma il VAR, giustamente, convalida. 2-3.
Due minuti dopo, altro calcio d’angolo: stavolta Endrick fa tutto da solo, colpendo di testa al centro dell’area, e Gollini è di nuovo battuto. 3-3.
Un minuto dopo, sempre da calcio d’angolo, Bellingham colpisce di nuovo di testa, ma stavolta la palla finisce fuori.
La Roma accusa il colpo, il Real ci crede e, al 90′, arriva un altro calcio d’angolo. Stavolta è l’ex Rüdiger a colpire di piede e a insaccare.
La Roma ha cinque minuti di recupero per raddrizzare una partita che avrebbe ampiamente meritato di vincere, ma non ne ha più. Al 95′ l’arbitro fischia la fine, lasciando un’immensa delusione nei tifosi della Roma.
Una partita da storia romanista
La Roma ha giocato benissimo per 75 minuti, dominando a tratti il Real Madrid, che ha giocatori fenomenali in campo e in panchina. La squadra giallorossa, però, grazie a un ottimo gioco e a una disposizione tattica efficace, non ha quasi mai fatto emergere la differenza tecnica tra le due squadre, almeno fino all’82’.
Il 3-1 era il risultato più giusto, visto il gioco espresso in campo. Poi, proprio la panchina ha fatto la differenza: i cambi della Roma hanno inciso poco, anzi, in difesa hanno fatto danni. Quelli del Real Madrid, invece, hanno dato la spinta giusta e trovato i gol per riaprire una partita che sembrava chiusa.
Il Real sa che la Champions è casa sua, è il suo habitat naturale e, con i giocatori che ha, ogni cosa è possibile fino all’ultimo minuto. E così è stato.
La Roma, senza Svilar e Cristante, senza Koné dopo appena 15 minuti e senza Dybala dopo 45, ha dominato il campo, ma poi, con tre disattenzioni gravissime, ha subito tre gol su calcio d’angolo in otto minuti. Probabilmente un record. Un vero e proprio peccato, che potrebbe costare caro in termini di classifica Champions.
Migliore in campo per la Roma: Soulé. Peggiore: il reparto difensivo negli ultimi minuti.
Questa sconfitta fa malissimo, sia dal punto di vista del morale sia da quello della classifica. Un solo punto in due partite, con le trasferte a Manchester e a Parigi ancora da giocare: sarà difficile da digerire.
Qualcosa non ha funzionato negli ultimi minuti e questo è un aspetto che andrà analizzato. La partita lascia anche strascichi sul fronte degli infortuni, perché si perde Koné e forse anche Dybala.
Chiaramente non è tutto da buttare, anzi: bisogna ripartire dagli 82 minuti buonissimi visti stasera. E chi meglio di Gasperini può far ripartire la Roma?
Fortunatamente non c’è tempo per pensarci, perché sabato sera ci sarà un altro grande ex: De Rossi, con il suo Genoa. Bisognerà però vedere quali giocatori Gasperini riuscirà a mettere in campo, visti gli infortuni e gli uomini contati.
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