Da Carloforte all’Asinara isole minori da scoprire fuori stagione
È l’altra faccia della Sardegna. Quella delle piccole isole che si trovano tanto al nord quanto al Sud. Luoghi iconici da visitare o in cui trascorrere anche qualche giorno di vacanza. Anche quando l’affollamento è terminato e si può godere quasi in solitudine di spiagge e mare. Scogliere a picco sul mare, senza dimenticare il fascino del faro.
Da Cagliari verso il Sulcis
Sbarcando a Cagliari, dopo un’ora e venti circa di viaggio, si può arrivare nel Sulcis dove le isole sono due. Una, raggiungibile da Portovesme con i traghetti o da Calasetta, è quella di San Pietro dove sorge il centro abitato di Carloforte, enclave ligure in Sardegna dove gli abitanti conservano ancora la lingua delle famiglie dei fondatori, i pescatori originari di Pegli e provenienti dall’isola tunisina di Tabarka. Dalla piazza principale di Carloforte un’escursione nel centro storico, tra stradine strette e locali caratteristici, porta poi all’esterno verso spiagge e insenature. Dalla Punta a Spalmatore continuando con Geniò, Guidi e Girin, la scogliera della Conca, il promontorio di Capo Sandalo, la Caletta di Cala Fico, la grotta denominata Punta delle oche. Di fronte, raggiungibile solamente con le imbarcazioni l’Isola Piana. Da non perdere una gita al faro, che si può raggiungere seguendo la strada che dal centro abitato porta dalla parte opposta.
Sant’Antioco nella punta occidentale
Nella punta del Sulcis, a un’ottantina di chilometri dallo scalo aeroportuale di Cagliari (ma distante poche miglia da Carloforte) c’è l’isola di Sant’Antioco. Per raggiungerla non servono traghetti, basta viaggiare sulla statale 126. Un ponte collega Sant’Antioco con il resto della Sardegna. Tutt’attorno un alternarsi di spiagge (dotate di servizi e assistenza) e scogliere. A Sant’Antioco, la più gettonata è la spiaggia di Maladroxia, premiata con la Bandiera blu, e in grado di offrire diversi servizi ai bagnanti (compresi i portatori di disabilità). Tra le spiagge ci sono Cala Sapone, Coacuaddus, Capo Sperone e Is Pruinis. Seguendo le strade costiere, si arriva dalla parte opposta dove c’è Calasetta. Il piccolo centro è noto, tra le altre cose, per la sagra del Pilau, la tipica pietanza cucinata con fregola sarda e specialità di mare. E poi le spiagge che partono dal centro abitato. Da Sotto Torre alle due spiagge delle Saline, continuando con Spiaggia Grande. C’è anche Cala Tuffi, una sorta di piscina naturale tra pareti rocciose. Da vedere il faro e il Nido dei passeri, una coppia di faraglioni rifugio di volatili. E poi il porto da cui ci si può imbarcare per raggiungere Carloforte.
Dove c’era il supercarcere
Spostandosi nel Nord Ovest sardo, a circa quaranta chilometri da Sassari e Alghero, qui c’è l’aeroporto di Fertilia e da li si può pensare di visitare l’isola dell’Asinara. Del supercarcere rimane il ricordo. Oggi, l’isola è un parco con ambiente protetto e incontaminato. Per arrivarci si può partire con il traghetto da Porto Torres o con barche passeggeri da Stintino. Non si possono imbarcare auto. Nell’isola Parco nazionale dal 1997 ci si può spostare in bicicletta oppure a cavallo o con i mezzi: trenini gommati e fuoristrada. Il viaggio è un omaggio alla natura. Oltre all’ex supercarcere ci sono le spiagge incontaminate. Sant’Andrea, Cala Reale, Cala d’Oliva, Cala Trabuccato. La balneazione, come raccomanda anche il sito del parco “è consentita dappertutto ad eccezione delle zone a protezione integrale”.
Spiagge da cartolina
Se, invece, ci si trova al nord est della Sardegna, a poco meno di 50 chilometri dall’aeroporto di Olbia, passando per Palau e viaggiando in traghetto (possibilità di imbarcare auto) si arriva all’arcipelago di La Maddalena che conta una sessantina di isolotti. In quest’isola la stagione dei militari è ormai un lontano ricordo e, dopo la chiusura della base militare, si gioca la carta del turismo. Escursioni in barca danno la possibilità di navigare attorno all’isola. Inoltre si possono visitare le spiagge da cartolina: come quella di Budelli o le cale al nord. Passando sullo storico ponte del 1958 si si arriva all’isola di Caprera, ultima residenza di Garibaldi. E poi, a piedi, le spiagge: da Cala Portese o dei Due mari alla spiaggia del Relitto, sino a sala Coticchio.
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