Trentino Alto Adige/Suedtirol

Ex Enel, bivacco tra liti e aggressioni: arriva la polizia


BOLZANO. Forse un giorno sarà l’elegante e nuova casa di Ötzi, ma oggi l’ex sede Enel sembra essere diventata un bivacco per persone senza dimora, in cerca di un riparo per proteggersi dai primi freddi.

La struttura

I segni che l’edificio, di proprietà dell’immobiliarista Tosolini e situato all’incrocio tra via Dante e via Druso, fosse frequentato erano evidenti da tempo. Diverse finestre che si affacciano sul parco del Talvera presentano vetri rotti o imposte spalancate, nonostante quelle più facilmente accessibili siano protette da reti elettrosaldate. Anche le recinzioni mostrano segni di effrazione, con alcune reti piegate da chi le avrebbe scavalcate. A trasformare la struttura in un ricovero di fortuna sarebbero alcune persone straniere senza dimora. Dalle finestre lasciate aperte si intravedono anche quelli che sembrano giacigli improvvisati all’interno del palazzo.

Testimoni

La settimana scorsa, gli operai di una ditta incaricata di effettuare alcune misurazioni hanno preferito limitarsi ai controlli esterni, rinunciando a entrare nell’edificio come inizialmente previsto. «Sapevamo che la struttura fosse disabitata – ha raccontato uno di loro al termine del sopralluogo –. Abbiamo fatto il sopralluogo esterno e ci siamo fermati. Abbiamo visto che dentro c’era gente e abbiamo deciso di non rischiare e non siamo entrati. Faremo le segnalazioni a chi di dovere».

La lite e le urla 

La conferma della presenza di persone all’interno sarebbe arrivata all’alba di ieri, quando le urla di un giovane hanno svegliato il vicinato. Il ragazzo avrebbe sfogato la propria rabbia sostenendo di essere stato aggredito e picchiato da un altro uomo all’interno del palazzo.

«Mi ha dato un pugno e mi ha colpito con un bastone», avrebbe ripetuto anche agli agenti della Questura, intervenuti sul posto con tre volanti.

Il sopralluogo

I poliziotti hanno scavalcato la recinzione ed effettuato un sopralluogo all’interno della struttura. Poco dopo, due uomini sono usciti dal palazzo scavalcando a loro volta la recinzione e si sono allontanati.

In attesa che l’edificio venga trasformato nella nuova casa dell’«uomo dei ghiacci», come sembra essere previsto, resta la questione della sicurezza. L’obiettivo è evitare che l’ex sede Enel si trasformi in un luogo fuori controllo, utilizzato come rifugio di fortuna e teatro di possibili episodi di violenza.


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