Lazio

a Roma oltre 100 sale da recuperare

Un piano d’intervento pubblico e risorse finanziarie stanziate a bilancio per sbloccare lo stallo delle oltre 101 sale cinematografiche chiuse negli ultimi tre decenni tra il centro storico ed i quartieri periferici della Capitale.

Roma Capitale si appresta a lanciare una manifestazione d’interesse e un bando pubblico per trasformare i vecchi cinema in “terzi luoghi” polifunzionali, spazi d’aggregazione capaci di unire alle proiezioni sul grande schermo attività teatrali, incontri letterari e aule studio per gli studenti.

L’annuncio è giunto dalla voce dell’Assessore alla Cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, intervenuto presso la Casa dell’Architettura nell’ambito del convegno “I cinema della comunità – Quando la socialità era una questione di prossimità”, promosso per il terzo anno consecutivo dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia (OAR) in concomitanza con la Festa del Cinema.

Smeriglio: «Niente socialismo per delibera, ma partnership per investire insieme»

«Stiamo per pubblicare un bando strategico fondato sul concetto di “terzo luogo” mettendo in campo risorse reali — ha spiegato l’assessore Smeriglio —. Ci rivolgiamo direttamente a proprietari, gestori ed esercenti con una proposta chiara: “Investi insieme all’amministrazione”. L’obiettivo è riattivare questi volumi come hub di prossimità dove la pellicola si integri con la lettura, la drammaturgia e lo studio».

Smeriglio ha evidenziato la complessità del panorama della proprietà immobiliare nella Capitale:

«A Roma contiamo tantissime serrande abbassate, ma non si può fare “socialismo cinematografico” per decreto o delibera di giunta, trattandosi in molti casi di proprietà private con legittime valutazioni economiche. L’interlocuzione strategica con i privati, le sale di comunità e la rete delle parrocchie rappresenta lo snodo decisivo. Le cause delle chiusure trentennali sono molteplici: rendita immobiliare, speculazioni, mutamento dei consumi e l’avvento delle piattaforme streaming. Ma Roma sta cambiando passo: i cantieri del Cinema Rialto – che sarà gestito dal Comune – procedono, venerdì riapriremo finalmente il Teatro Valle dopo dieci anni di attesa e tra due mesi inaugureremo il Teatro Elsa Morante al Laurentino 38. Senza contare che le biblioteche e i poli civici passeranno da 40 ad 80 entro la fine del mandato».

Gli Architetti: «Sale parrocchiali presìdi di rigenerazione e memoria»

L’esigenza di salvaguardare e riconvertire il patrimonio delle sale cinematografiche di quartiere è stata richiamata anche dai vertici dell’Ordine degli Architetti capitolino.

«Abbiamo voluto accendere i riflettori sui cinema di vicinato e sulle storiche sale parrocchiali: spazi della memoria collettiva e presìdi civici fondamentali — ha rimarcato Maria Costanza Pierdominici, vicepresidente OAR —. In molte periferie o nei piccoli centri queste strutture rappresentano spesso l’unico polo di socialità, costituendo una rete infrastrutturale e sociale strategica per la rigenerazione urbana».

Sulla dimensione inclusiva e multifunzionale delle ex sale si è soffermato anche Paolo Verdeschi, coordinatore dell’Osservatorio 900 dell’OAR:

«Le “sale della comunità”, nate all’inizio del Novecento nei contesti parrocchiali, stanno assumendo una veste del tutto nuova: centri culturali polivalenti ed inclusivi. Questa metamorfosi rappresenta il modello vincente anche per la riapertura delle sale private ora sbarrate, attraverso formule efficaci di partenariato pubblico-privato».

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