Sampdoria, l’onta di Avellino: le parole di Nesta, lo sfogo Federclubs e la lezione a Fredberg

La sconfitta 4-1 di Avellino è la cartina di tornasole della situazione critica della Sampdoria. Una prestazione disastrosa e impossibile da mascherare con dichiarazioni di circostanza. Non ci ha girato intorno Bernardo Corradi, che ha criticato molto i singoli anche a livello di atteggiamento. Mentre il mister dei campani Alessandro Nesta ha pronunciato parole pacate ma che non possono che far provare una certa vergogna allo staff blucerchiato.
“Non potremo fare tutte le gare in questo modo – ha detto il tecnico dell’Avellino a Prima Tivvù – troveremo anche partite più complesse, ma dobbiamo provare a mantenere questo livello di qualità”. Ha anche poi affermato che altre squadre potranno “pressare in maniera diversa”. È effettivamente raro che un tecnico elogi la propria squadra liquidando così l’avversario. Solitamente viene spesa qualche parola positiva per l’altra squadra anche al termine di grosse disfatte.
La sconfitta di Avellino è stata anche una partita in cui il mercato “alla Fredberg” ha ancora una volta mostrato tutti i suoi limiti, in contrapposizione al mercato italiano dell’Avellino. Gli esterni Brando Moruzzi e Filippo Missori, italiani classe 2004, hanno messo in costante difficoltà una Sampdoria lenta e compassata. Perché non puntare su profili come loro? Tanto più che Corradi sarebbe stato scelto per la sua esperienza nelle giovanili della Nazionale. Lo stesso Raffaele Russo è un tipo di calciatore che la coppia Branco-Fredberg non sembra considerare. Un giocatore del 1999 pescato dagli irpini in Serie C e sicuramente più rodato di giocatori provenienti da chissà dove –
Nello specifico, Gartenmann è stato coinvolto in tutte le azioni dei goal avversari. Vindahl non ha mai parato, mentre Martinelli – sfuggito alla Samp in estate – ha compiuto un ottimo intervento sul colpo di testa di Delli Carri, unica situazione pericolosa della Samp nel secondo tempo. Verschaeren ha giocato fuori ruolo, vero, ma non ha comunque combinato nulla. Idem Lauritsen, con l’attenuante di essere molto isolato.
L’ennesima disfatta ha scatenato anche la rabbia di Federclubs, che ha sottolineato come nelle ultime stagioni le trasferte siano state foriere di delusioni, per quanto nemmeno in casa la squadra si sia coperta di gloria, oltre a puntare il dito contro una proprietà distante.
Nel 90,2% delle trasferte blucerchiate di Serie B degli ultimi tre anni manca la vittoria. E spesso si tratta di sconfitte dolorose, umilianti, come quella di venerdì: giocatori sconosciuti che indossano la nostra maglia e camminano in campo come nulla fosse. Una lista infinita di scommesse fallimentari. Un allenatore esordiente in B (di nuovo!), lasciato in balia degli eventi. Eppure, anche venerdì, settore ospiti esaurito in una giornata lavorativa, a 730 km da Genova. E la dirigenza? A 10.000 km dalla Samp. A Singapore, per il GP? Chissà se si presenteranno in infradito anche lì. A giugno avete chiesto a gran voce di essere giudicati per i risultati, promettendo di voltare pagina, mentre allontanavate con convinzione chi ha sempre dimostrato amore per i nostri colori. Ve lo ricordate, vero? Ecco il nostro giudizio: restate a Singapore e datevi alla Formula 1. Avete già dimostrato tutto in questi tre anni, e lo avete ribadito in questi ultimi mesi. Incapaci.