Champions League, tutto il fascino della seconda giornata
Riecco la vecchia Champions. Rotto il ghiaccio con la prima giornata spalmata in tre tappe all’inizio di settembre, via libera alla seconda, tra ritorni romantici (Mourinho all’Olimpico contro la Roma, Sommer al Meazza con il suo Bruges), sfide inedite (il Como nella tana del Feyenoord), match spigolosi (il Napoli a Vila-real) e il derby tra i dribblatori del fair play finanziario (Manchester City-Psg, un inno al liberismo selvaggio). Altre segnalazioni: Atletico Madrid-Manchester United (i Red Devils sono in crisi, Carrick rischia la panchina, circola il nome di Conte per la svolta), Arsenal-Lille e Galatasaray–Barcellona.
MOURINHO RE DI ROMA
C’eravamo tanto amati, ma ci amiamo ancora. Mou ha lasciato molte vedove nella Città Eterna: il portoghese è entrato nel cuore del popolo giallorosso con la conquista della Conference e la finale di Europa League persa a Budapest ai rigori contro il Siviglia, in una serata segnata dalle polemiche con l’arbitro inglese Taylor per la mancata concessione di un rigore a favore della Roma. Mou è stato esonerato a metà della terza stagione, in contrasto con l’allora plenipotenziaria Lina Souloukou, dirigente greca che ha fatto più danni della grandine. José ha l’enorme merito di aver risvegliato la passione romanista e di essere stato l’allenatore dei sold out, diventati un happening infinito nelle sfide dell’Olimpico. Solo per questo, la proprietà dovrebbe ringraziarlo, ma lui, con un Real stordito dai capricci di Vinicius e quarto in classifica, costretto a inseguire l’eterno nemico Barcellona, lanciatissimo nella Liga con otto vittorie su otto, ha altri pensieri per la testa. In una lunga intervista al Corriere dello Sport, Mourinho ha raccontato: “I tifosi sono stati speciali con me. Quando sbarcai a Roma, trovai mille persone ad accogliermi e non avevo fatto nulla. Questa è Roma, lo capisci dopo. Si creò una connessione pazzesca. Diedi tutto me stesso e in cambio ho ricevuto un affetto sconfinato. Ho commesso degli errori, ma i tifosi hanno sempre compreso che lottavo per loro. Budapest fu il punto di rottura. Ho pagato il rapporto con la proprietà, che aveva un approccio diverso dal mio per quello che accadde in quella finale. Ero già morto e dopo pochi mesi sono andato via”. Mou sarà accolto come un re. Il Real è a quota 3 punti, la Roma ha pareggiato 1-1 nel fortino del Fenerbahce.
SOMMER
A volte ritornano e nel caso del portiere svizzero, tra i pali dell’Inter dal 2023 a pochi mesi fa, il déjà vu arriva prestissimo. Sommer viaggia verso i 38 anni. L’età che avanza nei capitoli finali nel suo triennio italiano si è percepita, ma ha lasciato il ricordo di un signore del calcio. Le statistiche dicono che ha indossato la maglia dell’Inter in 139 gare, incassando 120 gol. Intervistato dalla Gazzetta, Sommer ha parlato della sua nuova esperienza: la casa in riva al mare, la bicicletta per andare agli allenamenti, la dimensione più tranquilla della vita belga. “A Milano sono stato benissimo, ma era arrivato il momento di separarci. Lo abbiamo concordato insieme. Ora vivo una nuova avventura e cercherò, come sempre, di dare il massimo”.
Chivu ha speso parole al miele per Sommer: “In tre stagioni con l’Inter è stato un professionista serio e rispettoso. Bisogna ringraziarlo: con lui la squadra ha vinto diversi trofei e ha vissuto serate importanti a livello europeo”. L’Inter dovrebbe cambiare cinque pedine rispetto al 3-0 con il Parma. “La Champions non si vince con i soldi – il pensiero di Chivu – ma con un percorso perfetto. Nessun allenatore può garantire il successo”.
Il Bruges è secondo in campionato, un punto di distacco rispetto al Gent. Nella classifica di Champions, Inter e Bruges sono a quota zero, dopo i rispettivi ko contro Real Madrid (2-1 per i Blancos) e Aston Villa (2-3 in Belgio). Nel Bruges gioca Nicolò Tresoldi, bocciato nei provini da Atalanta, Juventus, Bologna, Milan e Fiorentina. È sbocciato in Germania, dove si trasferì nel 2017 con la famiglia. Nazionale tedesca Under 21, è corteggiato dalla nazionale di Roberto Mancini.
LA VASCA DI ROTTERDAM
Il Como vivrà la sua prima trasferta di Champions, con il conforto del 4-1 in riva al lago contro il Lipsia nella gara di esordio. Le ultime due uscite in campionato, contro Frosinone e Roma, hanno però rallentato la corsa in campionato: appena un punto. Il Feyenoord, bastonato 5-1 dal Barcellona il 9 settembre, è in testa all’Eredivisie, con 20 punti in otto match. Nel suo stadio, De Kuip, “la vasca”, è sostenuto da un tifo particolarmente caldo. Il Como dovrà cercare di non affogare a Rotterdam, contro una formazione che rispetta il canonico 4-3-3 olandese. Fabregas, dopo lo 0-0 con la Roma, in cui non è stata sfruttata la superiorità numerica dal 55’, ha lamentato: “Tiriamo tanto, ma segniamo poco”.
UN SOTTOMARINO PER MAX
Il Napoli, superato 1-0 dall’Arsenal il 9 settembre, è atteso con tutti gli onori dal Villarreal, dove in estate è sbarcato Igino Perez, l’allenatore che ha trascinato il Rayo Vallecano nella finale di Conference persa con il Crystal Palace. I “gialli” sono undicesimi nella Liga e sono stati infilzati 3-2 dal Borussia Dortmund nella prima tappa di Champions, ma hanno carattere e non vanno sottovalutati. Il modulo di riferimento è il 4-4-2, ma al Bernabeu, nella sconfitta di sabato contro il Real (0-1), hanno indossato l’abito del 5-3-2. “Potrei confermare la squadra di Madrid, fisicamente stanno tutti bene – le parole di Perez -. Il Napoli ci renderà la vita difficile, ma noi ci adatteremo al copione di Allegri. I primi minuti saranno fondamentali”.
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