Sicilia

La polemica su Scarpinato, Conte: cari FdI gli abusi sono i vostri sul caso Delmastro

«Cari Fratelli d’Italia permettetemi di essere franco: siete proprio spudorati! Chiedete le dimissioni di Scarpinato perché la Procura di Caltanisetta ha origliato una trentina di sue conversazioni con il suo vecchio amico e collega Natoli, nel corso delle quali lo incitava a riferire in Commissione antimafia tutto quel che sapeva e che gli aveva già riferito in merito alla famosa riunione alla Procura di Palermo del 14 luglio 1992». Così in una nota il leader del M5s Giuseppe Conte. «Vi ricordo – aggiunge – che tutte quelle intercettazioni ad un senatore sono state fatte senza autorizzazione di Palazzo Madama». Conte dice di avere poi da porre a FdI «una domanda: perché avete scudato le chat tra il vostro Delmastro e il prestanome del clan camorristico Senese? Perché state intralciando un’indagine contro un clan camorristico? Avete commesso un plateale abuso: l’immunità è prevista in Costituzione per tutelare l’esercizio delle funzioni parlamentari non per scudare attività economiche con prestanome della mafia. Non avete nessun ritegno!».

«Il risultato – dice sempre Conte parlando di Scarpinato – è che il Procuratore di Caltanisetta ha giudicato irrilevanti quelle conversazioni e anziché mandarle al macero le ha indebitamente inviate alla Presidente Colosimo, che le ha messe a disposizione dei componenti della Commissione. Un attimo dopo sono magicamente arrivate nelle redazioni dei giornali. Ma Scarpinato non ha nulla da nascondere, il suo passato di uomo in prima linea contro la criminalità organizzata parla per sé. Ho trovato francamente sorprendente che il Gip Bologna consideri depistante, senza avvertire la necessità di interrogare i due protagonisti della conversazione telefonica, il fatto che Scarpinato abbia esortato Natoli a riferire doverosamente una verità in sede istituzionale, ma quello che è sconcertante è il vostro comportamento».


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