Piante gratuite per far crescere il patrimonio verde: come partecipare all’iniziativa regionale

Dal 1° ottobre è ripartita in Emilia-Romagna “Mettiamo radici per il futuro”, il programma della regione che mette a disposizione gratuitamente piante forestali a cittadini, scuole, associazioni ed enti pubblici. Sono oltre 60 le specie arboree e arbustive autoctone distribuite attraverso la rete dei vivai privati accreditati e i quattro vivai forestali pubblici regionali.
Dal 2020, anno di avvio del progetto, sono state distribuite oltre 3,3 milioni di piante forestali. Soltanto tra il 1° gennaio e il 15 aprile 2026 ne sono state consegnate 223.395. A queste si aggiungono altri 118.081 nuovi alberi piantati grazie ai bandi di forestazione urbana promossi dalla regione e rivolti a comuni e imprese.
Come funziona la distribuzione
Le piante possono essere ritirate attraverso due canali. Nei vivai privati accreditati la campagna sarà attiva dal 1° ottobre 2026 al 15 aprile 2027: le piantine possono essere prenotate e ritirate gratuitamente, con obbligo di messa a dimora sul territorio regionale.
I vivai forestali pubblici coinvolti nell’edizione 2026-2027 sono quattro: Castellaro di Galeata (Fc), Scodogna di Collecchio (Pr), Zerina di Imola (Bo) e, per la prima volta, il Giardino delle Erbe di Casola Valsenio (Ra). Per il vivaio di Galeata le richieste possono essere presentate dal 1° ottobre 2026 al 30 aprile 2027; per Scodogna, Zerina e il Giardino delle Erbe la finestra è dal 1° novembre 2026 al 31 marzo 2027. Tra le specie disponibili: querce, aceri, carpini, frassini, cornioli, noccioli e ligustri.
Un albero per ogni neonato
Il programma dà anche attuazione alla legge 113 del 1992, “Un albero per ogni neonato”, recepita dalla normativa regionale. I comuni potranno richiedere gratuitamente le piantine destinate alle nascite e alle adozioni registrate nel 2025 e nel 2026, presentando domanda tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2027 ai vivai competenti per territorio.
“Ogni pianta che viene messa a dimora è un investimento sul futuro dell’Emilia-Romagna – sottolinea l’assessora regionale ai parchi e forestazione, Gessica Allegni -. Dietro un gesto semplice c’è una scelta precisa: aumentare la presenza di alberi e arbusti, tutelare la biodiversità e contribuire a contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici. Ma c’è anche l’idea che la cura del territorio sia una responsabilità condivisa, alla quale possono concorrere istituzioni, cittadine e cittadini, associazioni e scuole. Ed è proprio il coinvolgimento delle ragazze e dei ragazzi uno degli aspetti a cui teniamo di più, perché mettere a dimora una pianta significa anche imparare a prendersene cura e comprendere il valore del patrimonio naturale che abbiamo ricevuto. In questa direzione va anche il percorso di rilancio della vivaistica forestale pubblica che stiamo portando avanti come Regione: investire su queste strutture significa rafforzare la produzione di specie autoctone, tutelare le nostre risorse genetiche forestali e avere strumenti sempre più solidi per sostenere gli interventi di forestazione e rinaturalizzazione sul territorio”.
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