Madre e figlia morte per la ricina a Pietracatella, due donne in Questura
Tra colpi di scena, smentite e nuovi interrogatori, va avanti l’inchiesta sul giallo di Pietracatella, il paesino del Molise da mesi ormai al centro delle pagine di cronaca. Gli investigatori lavorano senza sosta per capire chi, nei giorni a ridosso dello scorso Natale, ha ucciso avvelenandole con la ricina mamma e figlia, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Oggi in questura nuovi interrogatori, questa volta di due donne, parenti di una coppia del paese che ha legami d’amicizia con la famiglia Di Vita.
E, proprio mentre la Squadra Mobile raccoglieva le nuove deposizioni, su alcuni media sono cominciate a rimbalzare indiscrezioni su una possibile svolta arrivata dal Web e inerente l’acquisizione dell’indirizzo ip dal quale sarebbe stata cercata la ricina online. Le notizie parlavano dell’identificazione del computer, collegato nell’area di Pietracatella, dal quale sarebbe stata fatta una ricerca su come realizzare ricina in polvere. Un ‘colpo di scenà durato però solo qualche minuto. Sia la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, che il capo della Squadra Mobile, Marco Graziano, hanno smentito le ricostruzioni con alcuni messaggi inviati direttamente ai giornalisti. «Non abbiamo notizie in tal senso».
In serata, poi, si è saputo qualcosa in più sulle perquisizioni di due giorni fa a Pietracatella e Campobasso, nei due studi di lavoro di Gianni Di Vita e nella sua nuova abitazione in paese. Il Tg1 ha rivelato dettagli sugli oggetti prelevati dagli agenti. Oltre alla borsa di Antonella, con dentro tra l’altro le foto delle figlie e appunti di lavoro, ci sono anche il romanzo dello scrittore molisano Giose Rimanelli ’Tiro al piccionè e poi un cellulare e la chiavetta usb. Tutto questo mentre si attendono ancora i risultati degli esami che sono in corso al Robert Koch Institute di Berlino. Dalla Germania, infatti, si attendono risposte ritenute fondamentali sulla eventuale presenza della ricina sui reperti e sugli alimenti prelevati nella casa di Pietracatella.
Anche nei prossimi giorni, come avviene ormai da mesi, sono in programma nuovi interrogatori in Questura e non sono escluse pure nuove perquisizioni. A nove mesi dal duplice omicidio, l’inchiesta resta ancora senza iscritti nel registro degli indagati mentre nel primo filone, quello per omicidio colposo aperto subito dopo la morte delle due donne in seguito ai ricoveri in ospedale, sono indagati cinque medici.
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