Veneto

«Più Forze dell’Ordine nei pronto soccorso»


Un appello ai prefetti e questori delle province del Veneto: Stefano Gottardo, segretari o generale Uil Fp Veneto interviene sul tema della sicurezza negli ospedali dopo il nuovo grave episodio avvenuto al pronto soccorso dell’Azienda Ospedale-Università Padova.

L’appello di Stefano Gottardi, Segretario Generale Uil Fp Veneto, è rivolto ai prefetti e ai questori di tutte le province del Veneto: «Lo facciamo con rispetto dei ruoli e con spirito costruttivo: crediamo sia arrivato il momento di valutare se nei Pronto soccorso dei principali ospedali veneti sia necessaria una presenza più stabile delle Forze dell’Ordine. Non spetta al sindacato stabilire quale debba essere il modello operativo. Spetta però alle istituzioni competenti valutare il rischio, mettere attorno a un tavolo tutti i soggetti interessati e assumere le decisioni necessarie». 

Secondo Gottardi, la frequenza degli episodi impone ormai una riflessione che vada oltre il singolo fatto di cronaca. 

«Gli ospedali sono luoghi particolari: vi si concentrano sofferenza, fragilità, tensione, paura e, purtroppo, anche tragedie. Ogni giorno migliaia di persone entrano ed escono da queste strutture. Quando una situazione degenera, il rischio riguarda i lavoratori, gli altri pazienti e le loro famiglie, ma può tradursi anche nel danneggiamento di apparecchiature e spazi indispensabili all’assistenza. Alla fine il danno ricade sull’intera collettività, perché una struttura già sotto pressione vede ulteriormente ridotta la propria capacità di garantire servizi ai cittadini». 

Sul caso padovano interviene anche Francesco Scarpelli, Segretario Generale Uil Fp Padova: «L’azienda ospedale-università Padova conta oggi circa 6mila dipendenti, ai quali si aggiungono personale universitario, specializzandi, studenti, lavoratori degli appalti, fornitori e tutte le persone che quotidianamente accedono alle strutture per visite, esami, ricoveri e assistenza. È una vera città nella città. Nel 2025 i tre Pronto soccorso dell’Azienda hanno registrato 161.884 accessi, oltre 440 al giorno in media, dei quali più di 101 mila nel solo Pronto soccorso centrale». 

«Di fronte a numeri di questa dimensione – prosegue Scarpelli – la sicurezza di chi lavora e di chi viene curato non può essere considerata un problema marginale. Quanto accaduto dimostra anche quanto sia importante poter contare su un intervento immediato quando una situazione precipita». 

Gottardi conclude con un richiamo rivolto alle istituzioni venete: «Un presidio comporta personale, organizzazione e risorse. Ne siamo perfettamente consapevoli. Ma le decisioni sulla sicurezza non possono essere valutate soltanto per il loro costo immediato. Prevenire un’aggressione, evitare un infortunio o impedire la distruzione di un’apparecchiatura sanitaria significa anche evitare costi umani, organizzativi ed economici molto più pesanti. Chiediamo quindi a prefetti e questori del Veneto di aprire una valutazione concreta, partendo dagli ospedali e dai Pronto soccorso maggiormente esposti. La politica e le istituzioni devono assumersi la responsabilità di scegliere».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »