Veneto

Aggressione al pronto soccorso, UdC: «Non possiamo considerarla normalità»


I fatti di cronaca che si sono verificati al pronto soccorso di Padova hanno scatenato le prime reazioni dalla politica locale. Un uomo italiano di 36 anni, sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, è stato arrestato dopo aver aggredito medici ed infermieri.

A mandare la propria vicinanza è Luigi Tarzia, capogruppo di Unione di Centro: «La mia solidarietà al personale sanitario coinvolto è doverosa. Episodi di questo tipo stanno purtroppo diventando sempre più frequenti e non possiamo rassegnarci a considerarli una normalità. Va anche riconosciuto che il Governo è già intervenuto con misure specifiche: la legge 18 novembre 2024, n. 171, di conversione del decreto-legge 137/2024, ha rafforzato gli strumenti di contrasto alla violenza contro il personale sanitario e al danneggiamento delle strutture sanitarie».

L’uomo sarebbe stato trasportato all’ospedale in ambulanza per intossicazione da sostanze stupefacenti. Il suo umore è apparso sin da subito molto instabile: alternava stati di euforia e smarrimento; poi la reazione aggressiva e i danni al personale medico e alle attrezzature sanitarie.

«Ma evidentemente serve fare ancora di più – continua – Non soltanto sul piano delle norme e della repressione, ma anche su quello della prevenzione e della sensibilizzazione dei cittadini. Serve recuperare una cultura del rispetto civico e del rispetto per chi lavora nella sanità. Medici, infermieri, operatori sociosanitari e tutto il personale sanitario sono lì per curare e assistere le persone: aggredirli significa colpire chi è al servizio della comunità».

«La sicurezza nei luoghi di cura deve essere una priorità, ma anche il rispetto deve tornare ad essere un valore condiviso», conclude.


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