Perugia, Spello e Città della Pieve: Fontemaggiore apre il sipario di tre teatri

Impresa Culturale e Creativa, oltre che Centro di Produzione Teatrale. Nella definizione che accompagna sempre Fontemaggiore c’è già descritto tutto. Luogo fisico e non solo. Una attività che per dimensioni qualitative e quantitative, per la diffusione territoriale, per la sua storicità può essere definita, in ambito culturale e teatrale, strutturale per il territorio.
In collaborazione con gli enti e i territori, produce spettacoli (6 nuove creazioni nel 2026), programma stagioni teatrali e porta in Umbria un consistente numero di compagnie e artisti. Forma attraverso la scuola Mutazioni circa 200 allievi, promuove in collaborazione con altri enti i nuovi talenti attraverso il Premio Scenario e il bando Bottom Up. Inoltre, gestisce tre teatri, organizza tournée in Italia e all’estero (in ottobre è programmata la seconda del 2026 in Germania) e dà impiego ad un numero consistente di lavoratori dello spettacolo.
Ed anche quest’anno Fontemaggiore torna in scena con il progetto artistico 2026-2027, dedicato al Teatro Brecht di Perugia, al Teatro Subasio di Spello e al Teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve, presentato ieri a Palazzo Donini di Perugia
Oltre a Luigi Proietti, presidente, Beatrice Ripoli, direttrice artistica, e Marco Lucci, regista, attore e burattinaio, di Fontemaggiore sono intervenuti per il Comune di Perugia gli assessori Marco Pierini, Fabrizio Croce e Francesca Tizi, ma anche Moreno Landrini, sindaco di Spello, Luca Marchegiani, assessore alla Cultura del Comune di Città della Pieve, Matteo Severini, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Umbria e l’assessore regionale alla cultura Tommaso Bori.
Sono state così illustrate le stagioni teatrali per le giovani generazioni: “Uno Spettacolo di Famiglia” e “Teatro di Classe” rivolte alle famiglie e alle scuole di ogni ordine e grado, che si svolgeranno a partire da ottobre 2026 al Brecht di Perugia, al Subasio di Spello e all’Avvaloranti di Città della Pieve.
Ma anche le stagioni serali di teatro contemporaneo a Città della Pieve e Spello: stagioni che presentano elementi di continuità a partire dal numero degli spettacoli, tredici a testa per un totale di 26, di cui sei fuori abbonamento.
Il Teatro Brecht di Perugia rappresenta il centro propulsore dell’attività di Fontemaggiore e da qui si sviluppa un imponente progetto di teatro diffuso su tutto il territorio regionale e che coinvolge stabilmente i comuni di Terni, Foligno, Spello, Città della Pieve, Marsciano, Gualdo Tadino. La vocazione principale del Teatro Brecht è rivolta all’infanzia e alle giovani generazioni. Quasi ogni giorno le sue porte si aprono alle scuole di ogni ordine e grado, sia della città sia dei territori limitrofi, ma il Brecht vanta anche una fervida attività serale con circa 40 serate all’anno, incentrate sul teatro partecipato.
A Spello, dopo un’apertura fuori stagione con due proposte che arrivano da Factory Fest il 9 e 11 ottobre, si darà il via alla “Bella Stagione” con Emanuele Aldrovandi, uno dei più significativi autori della scena contemporanea, con “Come diventare ricchi e famosi da un momento all’altro” il 23 ottobre. A seguire “Dad or Alive”, vincitore del Premio Stefano Cipiciani al Premio Scenario. In collaborazione con il Teatro Stabile dell’Umbria il Collettivo Controcanto presenta “Sempre domenica”, uno spettacolo che racconta il mondo del lavoro e della precarietà con grande ironia e profondità.
Non mancheranno i grandi classici come “La patente” di Pirandello nello spettacolo “La patente. U Picciu” della Compagnia Krypton. Oppure quello portato in scena da Luigi D’Elia che torna sul palco di Spello con “Fare un fuoco”, ispirato ai racconti di Jack London. “Ottocento petali” è invece la produzione che nasce direttamente dal rapporto tra Fontemaggiore e i comuni di Spello e Città della Pieve.
Al Teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve, dopo un fuori abbonamento dedicato alla danza con la coreografa Manuela Giulietti, aprirà ufficialmente la stagione “Don Chisciotte. Tragicommedia dell’arte” di Stivalaccio Teatro che porta sul palco l’affascinante linguaggio della commedia dell’arte. Poi toccherà a Roberto Ciufoli con “Tipi” e una esilarante carrellata di tipologie umane. “La malattia dell’ostrica” di Claudio Morici con grande ironia racconta invece di come i libri possano salvarci la vita. Ma anche “Viva la vita! Frida Kahlo e Chavela Vargas” ed Emanuele Aldrovandi che sarà presente anche nel cartellone degli Avvaloranti con “Dieci modi per morire felici”, uno spettacolo interattivo per riflettere sulle logiche della vita.
A seguire anche “Bovary” di Manifatture Teatrali Milanesi, spettacolo tratto da Madame Bovary di Flaubert, “La lettera” di Paolo Nani, l’incontro con un formidabile artista e un meccanismo teatrale perfetto, e a chiudere entrambe le stagioni (sia quella di Spello che quella di Città della Pieve), sarà il teatro civile e appassionato di Lella Costa con “Se non posso ballare non è la mia rivoluzione”.
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