Immobiliare di pregio, crescono gli investimenti in Italia: transazioni su del 140% nel 2026

Il mercato immobiliare italiano di pregio accelera. Secondo il report European Residential Signals di Knight Frank, nei primi otto mesi del 2026 le transazioni concluse dalla società sono aumentate di circa il 140% rispetto allo stesso periodo del 2025, superando già il totale registrato nell’intero anno precedente.
La crescita riflette anche un cambiamento nel profilo della domanda: l’Italia viene scelta sempre più spesso come base stabile e non soltanto come destinazione per una seconda casa. Aumentano inoltre i proprietari internazionali che, dopo un primo acquisto, ampliano la propria presenza nel Paese acquistando altri immobili in città, coste, laghi e località montane.
Anche la geografia delle operazioni si allarga. Nel 2025, circa l’80% delle transazioni di immobili “prime” concluse da Knight Frank si è concentrata in Toscana, in particolare a Lucca e nel Chianti, e nelle località dei laghi. Nel 2026 è cresciuta invece l’attività a Roma e Milano, oltre ad operazioni in Liguria e a Venezia e a nuove trattative in Sardegna, sul Lago di Como e nelle destinazioni alpine.
La clientela è sempre più internazionale. Nel 2025 i britannici hanno rappresentato circa la metà degli acquirenti delle operazioni concluse; nel 2026 il Regno Unito rimane centrale, ma aumenta il peso degli Stati Uniti, soprattutto a Roma e Milano, insieme alla domanda proveniente da Svizzera, Francia, India e Paesi Bassi.
A sostenere il mercato contribuisce la flat tax, recentemente portata a 300.000 euro annui. Oltre il 60% delle richieste internazionali nel segmento prime è oggi legato principalmente a motivazioni fiscali e circa un terzo delle visite programmate per l’autunno riguarda progetti di relocation. Le adesioni al regime sarebbero passate da circa 3.000 a quasi 5.000 in due anni, favorite anche dalla qualità della vita, dalla stabilità politica e dai cambiamenti in altri paesi europei come la riforma del regime britannico dei non-dom.
Bill Thomson, ceo del network italiano di Knight Frank, dichiara: “In 32 anni di presenza di Knight Frank in Italia, non ho mai visto un momento più favorevole per investire nel Paese. Gli acquirenti internazionali ne riconoscono sempre più il valore: un luogo in cui vivere, crescere i propri figli e godere di una qualità della vita che pochi altri mercati possono offrire”.
Le ragioni fiscali non esauriscono tuttavia la domanda. Gli acquirenti statunitensi, in particolare, continuano a cercare seconde case per uso personale. Secondo gli esperti intervistati nel report, il 30-35% del mercato è riconducibile soprattutto a motivazioni legate allo stile di vita, mentre il restante 65-70% è più strettamente connesso a relocation, pianificazione fiscale, lavoro e circostanze familiari.
Cresce anche il ricorso all’Investor Visa, introdotto nel 2017 per cittadini extra-Ue che investono in start-up, imprese italiane, titoli di Stato o iniziative filantropiche. A dicembre 2025 le domande avevano raggiunto quota 209, con un tasso medio annuo di crescita del 62,6% dal 2018. La chiusura del Golden Visa spagnolo e condizioni più restrittive in Portogallo e Grecia rafforzano la competitività italiana.
Le prospettive restano positive anche sul fronte della ricchezza privata. L’Italia guida i mercati europei emergenti analizzati da Knight Frank per quanto riguarda la crescita prevista della popolazione miliardaria, con un aumento stimato del 34% tra il 2026 e il 2031.
Uno scenario che conferma, quindi, la crescente capacità dell’Italia di attrarre capitali e acquirenti internazionali, grazie alla combinazione tra opportunità fiscali, qualità della vita e un’offerta immobiliare di pregio sempre più diversificata sul territorio.
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