cantiere da oltre 16,2 milioni di euro
PROVINCIA DI FERRARA – Previsto per agosto 2030 il termine dei lavori di recupero e valorizzazione del Castello Estense

Il cantiere per i lavori di recupero e valorizzazione del Castello Estense è iniziato. Intitolato “La fabbrica del Castello”, il ciclo di opere comporta un investimento di oltre 16,2 milioni di euro che riguardano il Castello Estense di Ferrara.
All’incontro di presentazione per la stampa hanno partecipato il prefetto di Ferrara, Massimo Marchesiello, e per i tre enti finanziatori, il presidente della Provincia, Daniele Garuti, il consigliere regionale Paolo Calvano per la Regione Emilia-Romagna, e l’arch. Maria Lucia Masciopinto per la Direzione regionale Musei nazionali Emilia Romagna.
Per il Comune di Ferrara ha partecipato l’assessore alla Cultura, Marco Gulinelli, mentre per il raggruppamento temporaneo d’impresa Lares (Venezia) vincitore dell’appalto ha partecipato il dott. Mario Massimo Cherido.
Il programma dei lavori è stato illustrato dalla responsabile unica del procedimento (Rup) ing. Angela Ugatti (Provincia di Ferrara.
COMUNICATO del 29 settembre 2026 a cura dell’Ufficio Stampa della Provincia di Ferrara
Apre la Fabbrica del Castello: cantiere da 11,6 milioni per riparazione, restauro e riqualificazione del monumento simbolo di Ferrara
– L’intervento riparerà i danni del terremoto del 2012 e migliorerà la sicurezza sismica;
– Saranno realizzati nuovi spazi espositivi e museali al secondo piano;
– Nessuna chiusura: la gestione del cantiere assicurerà la continuità di tutte le attività;
– I lavori sono stati affidati al RTI guidato da Lares con termine previsto ad agosto 2030.
Ferrara, 29 settembre 2026 – È iniziato il cantiere dei lavori di riparazione, miglioramento strutturale post sisma, rifunzionalizzazione degli spazi museali e restauro del Castello Estense.
La presentazione del ciclo di interventi avviene significativamente il 29 settembre, data della posa della prima pietra del Castello nel 1385 come fortezza, sotto la regia dell’architetto Bartolino da Novara, su commissione della famiglia d’Este.
Il programma dei lavori è stato presentato oggi, nel corso di un evento che ha visto la partecipazione di stakeholder, rappresentanti di associazioni economiche e sociali della città, istituzioni locali. In rappresentanza dei tre enti finanziatori, sono intervenuti: il consigliere regionale Paolo Calvano, in rappresentanza della Regione Emilia-Romagna, il presidente della Provincia di Ferrara, Daniele Garuti e l’arch. Maria Lucia Masciopinto della Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna.
Con l’allestimento di impalcature e ponteggi, a partire dall’ala della via Coperta, parte anche il conto dei 1.460 giorni di un intervento complessivo, il cui termine è previsto per il 31 agosto 2030.
Il progetto si articola in diverse fasi, che toccheranno successivamente le varie ali del Castello, con l’intero rifacimento di coperture e solai del piano secondo, riparando danni e lesioni causati dal terremoto 2012 ad ogni livello, migliorando il complessivo comportamento sismico del monumento cittadino e adeguando le dotazioni impiantistiche del piano secondo, finalizzate alla nuova destinazione espositiva.
Gli oltre 16,2 milioni di investimento, necessari per riparare i danni causati dal sisma del maggio 2012 e riqualificare spazi e percorsi di visita del monumento più visitato di Ferrara, sono finanziati dal Ministero della Cultura, dalla Regione Emilia-Romagna e dalla Provincia di Ferrara, che ne è proprietaria, per un intervento inserito nel Programma Regionale delle Opere Pubbliche-Beni Culturali post sisma 2012 e nel “Piano Strategico Grandi Progetti Beni Culturali” ministeriale.
I lavori saranno eseguiti dal raggruppamento temporaneo di imprese guidato dalla veneziana Lares, che si è aggiudicato la gara europea a procedura aperta indetta dalla Provincia.
Raggruppamento che comprende, oltre a Lares – Lavori di restauro con sede nella Serenissima, anche le società VF Costruzioni e Restauri di San Felice sul Panaro (Modena), Lithos di Venezia e Imartini di Magnacavallo (Mantova).
Il raggruppamento guidato da Lares è risultato vincitore di una procedura che nel giugno 2025 ha visto ammettere alla gara 45 candidature in rappresentanza di 116 imprese, presentatesi in forma singola, in raggruppamento temporaneo o riunite in consorzio e provenienti da 10 regioni italiane.
Un iter complesso che ha dovuto confrontare numeri e soluzioni tecniche in diversi ambiti di competenza, fra cui quello ingegneristico, architettonico, impiantistico e del restauro, conclusosi nel febbraio di quest’anno con l’apertura delle buste, l’aggiudicazione, avvenuta il 5 maggio, e la consegna del cantiere dello scorso 2 settembre.
Il gruppo di imprese risultato vincitore ha saputo dare le risposte più convincenti, anche per quanto riguarda l’organizzazione del cantiere, ponendosi l’ambizioso obiettivo di garantire quanto più possibile la convivenza tra le varie fasi delle lavorazioni e la fruibilità del percorso museale e delle attività culturali del Castello, garantendo innanzitutto le condizioni di sicurezza per maestranze e visitatori, in una innovativa visione del cantiere come opportunità inedita di percezione e fruizione del monumento, piuttosto che di una prolungata sottrazione alla comunità ferrarese.
La tenuta del quadro finanziario a copertura dell’investimento complessivo, riconfigurato nel 2024 grazie alla collaborazione dei tre finanziatori, Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna e Provincia di Ferrara, è stata decisiva per non interrompere l’iter approdato alla gara e al finale affidamento del cantiere.
Nel settembre 2024 è stato ripristinato l’iniziale budget con 3 milioni di nuovo finanziamento dal MIC, ulteriori 3 milioni della Regione e un milione dal bilancio della Provincia di Ferrara, aggiunti ai 2,5 milioni già finanziati dai fondi di assicurazione dal sisma.
Nel 2014, a due anni dalle scosse di terremoto del 20 e 29 maggio 2012, la Provincia estense aveva nel frattempo provveduto a mettere in sicurezza sismica le 4 torri e le lanterne del Castello (dapprima Leoni e Santa Caterina, maggiormente colpite e subito dopo San Paolo e Marchesana), la scala elicoidale nel cortile d’onore e il rivellino sud, con una spesa di circa 1,1 milioni di euro finanziati dalla gestione commissariale per la ricostruzione post- sisma, dagli indennizzi assicurativi e da risorse del bilancio provinciale.
DICHIARAZIONI
“Data l’importanza e la complessità di un cantiere che riguarda il monumento che rappresenta il principale simbolo di Ferrara, Città Unesco – dichiara il presidente della Provincia, Daniele Garuti – è con senso di responsabilità che continueremo a seguirne le varie fasi, anche per garantirne il più possibile la fruibilità, compresa la prossima edizione dell’Incendio del Castello a Capodanno, e sarà nostro impegno condividere con tutti i soggetti interessati il susseguirsi dei lavori con apposite iniziative di informazione”.
«Questo intervento rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra istituzioni possa tradursi in risultati importanti per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale nazionale – dichiara Luigi Gallo, direttore Musei Nazionali di Bologna-Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna – Il Ministero della Cultura, attraverso le risorse messe a disposizione, e il nostro Istituto, attraverso il patrimonio di conoscenze, competenze e professionalità maturato nel campo della conservazione e del restauro, sono stati chiamati a lavorare in un confronto costante con la Provincia e con tutti i soggetti coinvolti; grazie a questa sinergia si è riusciti ad affrontare la complessità dell’intervento con una visione condivisa. Il Castello Estense non è soltanto un monumento di straordinario valore storico, architettonico e artistico, ma una testimonianza viva dell’identità di Ferrara: investire nella sua conservazione significa quindi custodire questa memoria e, allo stesso tempo, creare le condizioni perché possa continuare a essere un luogo vissuto e accessibile dalla comunità e dai visitatori».
“L’apertura di questo cantiere sottolinea ancora una volta la forza della cooperazione istituzionale e l’impegno costante della Regione al fianco dei territori per la salvaguardia, la sicurezza e la valorizzazione del nostro inestimabile patrimonio culturale e storico- afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale– Investire sul Castello Estense significa non solo sanare definitivamente le ferite inferte dal sisma del 2012, completando un percorso di rinascita che non si è mai fermato, ma anche restituire a Ferrara e all’intera Emilia-Romagna un presidio di identità, bellezza e attrattività turistica pienamente rinnovato, sicuro e accessibile. Crediamo che questo cantiere possa rappresentare un’opportunità di crescita per il territorio, oltre alla testimonianza concreta di come la sinergia tra enti sappia coniugare la tutela delle nostre radici millenarie con le sfide dello sviluppo e della fruizione culturale moderna”.
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