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La lettera di Graziano Rossi contro la figlia Clara e Valentino: “C’è una cosa che davvero vale più di qualsiasi libro, di qualsiasi disco e di qualsiasi intervista”

Nella faida dei Rossi si parla ormai attraverso interviste e lettere ai giornali. L’ultimo capitolo lo ha aperto Clara Rossi, 29 anni, cantante e sorella di Valentino, figlia di Graziano avuta da una madre diversa rispetto all’ex campione di moto. Al Corriere della Sera, mentre presentava il suo primo album Quel poco di cuore, ha spostato la questione lontano dai soldi, lasciando aperto uno spiraglio con il padre: “Non è mai stata una questione economica. Io per prima voglio camminare da sola”. Nessun attacco, anzi. Alla domanda se fosse arrabbiata con lui, Clara Rossi ha risposto: “Gli voglio bene e gli devo tanto. Quando ha capito che la sua prima passione, le moto, non faceva per me, ha optato per l’altro suo grande amore, la chitarra. È stato il primo a mettermene in mano una”. E sul futuro: “Da parte mia non c’è niente di irrisolvibile“.

Parole distensive. Graziano Rossi le ha però lette in tutt’altro modo. E ha affidato al Resto del Carlino una lunga lettera che trasforma l’apertura della figlia in un nuovo atto d’accusa. Il punto, per lui, resta la vicenda sull’assegno di mantenimento e ciò che è accaduto negli ultimi anni. “Mi viene detto, in sostanza, che non sarebbe mai stata una questione di interesse, che c’è il desiderio di camminare con le proprie gambe, di costruire il proprio percorso e di affermarsi senza dipendere da nessuno. E io non ho nulla da obiettare sul desiderio di una persona adulta di essere indipendente. Anzi, sono il primo a rispettarlo. Ma una domanda, con tutta la serenità possibile, me la pongo: se questo era davvero il sentimento, perché non dirlo due anni e mezzo fa, prima di arrivare a una guerra legale durata due anni?”.

È qui che la replica cambia tono. Graziano insiste sulle “carte“, sulle perizie e sul dolore vissuto, fino a chiedere ai figli – senza nominarli sempre direttamente – un gesto di riconciliazione che, nella sua ricostruzione, dovrebbe partire da loro. “Semplicemente per dire: ‘Papà, forse abbiamo sbagliato. Proviamo a fare un passo indietro‘. Oppure, ancora più semplicemente, per darmi un abbraccio“. Poi la frase che chiude la lettera: “E c’è una cosa che davvero vale più di qualsiasi libro, di qualsiasi disco e di qualsiasi intervista: il coraggio di guardare negli occhi una persona che abbiamo ferito e dirle semplicemente ‘mi dispiace‘. Io quella porta non l’ho mai chiusa. Ma non posso essere io, ogni volta, a doverla riaprire“.

Il riferimento al “libro” porta a Valentino Rossi (che sta per pubblicare una sua nuova autobiografia): è il fronte principale della rottura familiare. Nel 2024 l’ex pilota aveva ottenuto di diventare amministratore di sostegno del padre, sulla base di una valutazione che descriveva Graziano Rossi come fragile e in difficoltà nella gestione dei propri interessi. Il 4 marzo 2025 il Tribunale di Pesaro ha revocato la misura, riconoscendogli piena capacità di intendere e di volere. Valentino non ha impugnato il decreto. Nel frattempo aveva denunciato Ambra Arpino, allora compagna e oggi moglie di Graziano, per circonvenzione di incapace: al centro dell’esposto circa 200mila euro usciti dai conti del padre tra bonifici e contanti. Le perizie hanno confermato la capacità di Graziano di gestire sé stesso e il proprio patrimonio e nel giugno 2026 il gip ha archiviato il procedimento senza processo. Il 28 giugno Graziano Rossi e Arpino si sono sposati a Monteciccardo. Valentino non era presente.

Sul piano giudiziario, quindi, le iniziative di Valentino non hanno portato né al mantenimento dell’amministrazione di sostegno né a un processo ad Arpino. Sul piano familiare, invece, la frattura resta. E l’intervista di Clara, che sembrava aprire a un rappacificamento, ha portato invece a un altro scontro.

L’articolo La lettera di Graziano Rossi contro la figlia Clara e Valentino: “C’è una cosa che davvero vale più di qualsiasi libro, di qualsiasi disco e di qualsiasi intervista” proviene da Il Fatto Quotidiano.


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