Toscana

Stati generali dell’ambiente, la Toscana che rigenera e ricicla

Giani e Barontini: “Ambientalismo del fare”

Scritto da Marcello Ferreri, lunedì 28 settembre 2026 alle 17:06

“La Toscana sceglie oggi di fare subito un passo decisivo verso le energie rinnovabili e di gestirlo concretamente adesso”.

Questo uno dei passaggi dell’intervento di questa mattina del presidente della Toscana Eugenio Giani agli Stati generali dell’ambiente al Teatro della Compagnia di Firenze, organizzati da Ricicla TV con il patrocinio istituzionale della Regione e la partnership, fra le altre, del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, l’Istituto superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale ed il Sistema nazionale per la protezione dell’Ambiente.

Firenze inaugura la nuova edizione della rassegna, che proseguirà poi a Pesaro, Perugia, Bari e si concluderà a Napoli nella primavera del 2027, con una giornata dedicata ai temi dell’economia circolare alla quale, oltre al presidente Giani, hanno preso parte l’assessore all’Ambiente della Toscana David Barontini assieme, fra gli altri, al presidente di Confservizi Cispel Toscana Nicola Perini, Luca Piatto di Conai, il direttore di Assoambiente Elisabetta Perrotta, Massimo Centemero, direttore del Consorzio Italiano Compostatori e Monica D’Ambrosio, direttore di Ricicla Tv.

«La transizione ambientale si misura nelle scelte concrete. In questi primi dieci mesi – spiega l’assessore Barontini – abbiamo lavorato su tre direttrici: programmazione, investimenti e partecipazione. Sul fronte dell’economia circolare abbiamo avviato il nuovo Tavolo istituzionale sull’economia circolare, coinvolgendo ATO, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPAT), l’Agenzia regionale per il recupero risorse (ARRR), i Comuni, le università, le associazioni ambientaliste le categorie economiche e le imprese. Un luogo stabile di confronto per costruire una gestione più circolare dei rifiuti, ridurre il ricorso alla discarica e individuare alternative all’incenerimento”.

“Sulle bonifiche – prosegue Barontini – nei sette siti contaminati orfani finanziati dal PNRR abbiamo raggiunto e superato il target previsto, investendo 35 milioni di euro e restituendo 22 ettari di territorio alla collettività. Bonificare significa rimuovere una contaminazione, ma soprattutto restituire uno spazio alle comunità”.

“Abbiamo inoltre destinato – conclude Barontini – oltre 2,6 milioni di euro alla tutela delle aree naturali, dei parchi, dei siti Natura 2000, della biodiversità e degli habitat. Sulle fonti energetiche rinnovabili vogliamo accelerare governando la trasformazione: lavoriamo su aree idonee, semplificazione e zone di accelerazione terrestri, per aumentare l’energia pulita tutelando territorio e paesaggio. Infine, stiamo lavorando alla legge quadro regionale sul clima, insieme al mondo scientifico e universitario, per integrare mitigazione e adattamento e rendere la sfida climatica parte strutturale delle decisioni regionali, con obiettivi misurabili e verificabili”.

“Preservare l’ambiente è oggi il dovere fondamentale delle istituzioni pubbliche – afferma il presidente Giani – perché le alterazioni che sono state compiute stanno producendo danni in continua intensificazione alla vita del pianeta”. La Regione Toscana ha dimostrato rilevanti capacità operative sotto l’aspetto della prevenzione dagli eventi che portano a calamità naturali. Sono stati realizzati importanti interventi che riguardano scolmatori e casse di di espansione, a cominciare da di Bilancino nel Comune di Barberino, in provincia di Firenze, che con i suoi 67 milioni di metri cubi d’acqua che riesce a trattenere è stato determinante nella gestione delle risorse idriche e nelle attività di prevenzione dal rischio idraulico”.

“Nell’arco del mio mandato – continua Giani – siamo arrivati a 15 milioni di metri cubi d’acqua in termini di capacità di prevenzione su Firenze e sul basso corso dell’Arno. Interventi decisivi nel contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici per la loro capacità di contenere e di distribuire l’acqua durante l’inverno per distribuirla poi nel corso dell’estate”.

“La Regione oggi è autosufficiente da un punto di vista energetico al 51%. – conclude Giani – ed entro il 2030, contiamo di poter disporre di energie rinnovabili per due terzi del nostro fabbisogno”.

“Legambiente – aggiunge il presidente regionale Fausto Ferruzza – si aspetta molto da questa legislatura regionale e anche dall’appuntamento di oggi, che può servire come spunto per poter condividere assieme un percorso. Le due principali urgenze sono mettere in campo una transizione energetica coraggiosa, lungimirante, che possa declinare in modo più incisivo e generale la transizione ecologica in tutta la Toscana. Questo vuol dire più rinnovabili, più pace, più efficienza energetica, più comunità energetiche”.

Sul versante della rigenerazione e del recupero dei rifiuti e degli scarti interviene Nicola Perini, presidente della Confservizi Cispel Toscana che associa circa 150 aziende di servizio pubblico locale, precisando che “la Toscana è ai vertici del sistema italiano nel recupero della plastica, ma l’offerta che arriva dai paesi come la Cina e come l’India porta al fatto che il nostro recupero non viene preso in considerazione dalle aziende che la potrebbero utilizzare perché trovano la materia prima a un costo molto più basso. È chiaro che la Comunità europea, insieme con il nostro Paese, devono proteggere questi processi virtuosi perché riuscire a recuperare materia significa abbattere costi ambientali enormi”.

“La sfida oggi – spiega Monica D’Ambrosio, direttore di Ricicla Tv – è su più settori. Dalle miniere urbane alle nuove infrastrutture per l’economia circolare, dalla rigenerazione degli spazi alla tutela del capitale naturale, fino alle comunità energetiche e alla neutralità climatica, la Toscana è chiamata a mettere in relazione materia, territorio, energia e persone. Un modello di transizione che passa dalla capacità di chiudere i cicli, valorizzare le filiere del riuso e del riciclo e, allo stesso tempo, proteggere il patrimonio naturale e ripensare il modo in cui viviamo e produciamo”.

 


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