Russian Circles – Nine | Indie For Bunnies
I Russian Circles rompono un silenzio discografico durato quattro anni con il nuovo “Nine”, la loro nona fatica in studio (una specificazione inutile, considerato il titolo). Il trio di Chicago, ancora una volta affiancato dal produttore Kurt Ballou (chitarrista dei Converge), riemerge dall’ombra con un album davvero valido, nel quale il loro caratteristico post-metal strumentale fa un bel salto di qualità.

Le premesse erano già più che positive ma, in questo caso, si ha l’impressione che la formula abbia finalmente raggiunto il suo zenit. Per l’occasione il chitarrista Mike Sullivan, il bassista Brian Cook e il batterista Dave Turncrantz, con la perizia di veri e propri artigiani dell’acciaio, forgiano un sound tanto pesante quanto flessibile, impreziosito da un’innumerevole quantità di sfumature e influenze capaci di rendere l’ascolto estremamente appagante.
L’oscurità che avvolge le sette tracce in scaletta è frutto di una meticolosa attenzione per la costruzione ragionata di atmosfere sempre coinvolgenti. I Russian Circles viaggiano spediti fra luce e tenebra, dando vita a quadri sonori così evocativi da spingersi ben oltre le barriere dei generi musicali alla base del loro DNA (lo sludge, il doom, il post-rock e il black metal).
La band cura i dettagli ma non si lascia fagocitare da inutili orpelli o tecnicismi; il loro è un post-metal “da battaglia”, elegante ma dal fortissimo impatto, reso dinamico da una costante alternanza fra rumore e quiete che germoglia in una spirale di parentesi melodiche e inserti elettronici.
La mancanza di una voce è tutto fuorché un limite per una band la cui unica bussola è il pathos: una forte tensione emotiva che non cala mai di intensità nell’arco di trentanove minuti scanditi dalla dolcezza acustica di “Arletta”, dai toni epici della lunga “Eluvial”, dal desertico clima post-rock di “Meridian” e dallo spaventoso basso sintetico di “E2″. Per non parlare di tremende batoste sonore come “Borehole”, “Empath” e “Seventh Seal”, colme di raffinati riferimenti al metal nelle sue forme più pesanti ed estreme. Un esempio di gusto e classe in salsa heavy.
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