Tetto 30% studenti stranieri: ci sarà un test d’ingresso, riguarderà anche studenti dell’UE, ma solo per i nuovi iscritti. Il tetto potrà essere derogato, ecco quando

Il tetto del 30% agli alunni stranieri nelle classi dovrebbe riguardare, nella sua concreta applicazione, una platea molto più limitata rispetto al numero complessivo di studenti senza cittadinanza italiana presenti nelle scuole.
A chiarirlo è stato lo stesso Ministro, che ha specificato che riguarderà meno di mille casi.
Per quest’anno coinvolti i nuovi iscritti in corso d’anno
Un altro chiarimento, giunto durante la conferenza stampa della Lega del 23 settembre, alla quale Valditara si è collegato da New York riguarda i tempi di applicazione della nuova disciplina.
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha precisato che le classi già costituite non saranno smembrate. Per l’anno scolastico in corso la nuova regola dovrebbe dunque riguardare soprattutto gli studenti che si iscrivono in corso d’anno.
“Non disarticoleremo le classi“, ha specificato.
Il criterio sarà linguistico: italiano verificato dalla scuola
Il parametro decisivo sarà semplicemente la cittadinanza dello studente.
Valditara ha ribadito che il criterio sarà legato alla conoscenza della lingua italiana, attraverso un test d’ingresso.
Come già evidenziato ieri in un nostro articolo, il ministero ha fissato parametri definiti. I criteri di esclusione comprendono:
- l’aver frequentato due anni di scuola dell’infanzia;
- l’aver completato con successo un triennio di scuola elementare, media o superiore;
- l’essere nati in Italia e avervi risieduto fino all’inizio del percorso scolastico.
La disposizione, secondo quanto dichiarato dal ministro, dovrebbe inoltre applicarsi anche agli studenti provenienti da altri Paesi dell’Unione europea qualora non conoscano sufficientemente l’italiano.
Valditara ha portato l’esempio di un ragazzo polacco che non conosca la lingua italiana, sottolineando come l’obiettivo sia quello di intervenire sulle difficoltà linguistiche e non sulla provenienza dello studente.
Saranno gli Uffici scolastici a coordinare la distribuzione
I dirigenti non saranno soli nell’affrontare la questione. Infatti, daranno coordinati nella distribuzione degli studenti in altre scuole dagli Uffici scolastici territoriali, con l’obiettivo di evitare il superamento del limite del 30% previsto.
Nel caso non ci sono altre scuole vicine saranno possibili deroghe. Il tetto del 30%, quindi, non dovrebbe essere assoluto.
Nei territori nei quali non sarà materialmente possibile individuare un’altra scuola sufficientemente vicina, il decreto dovrebbe consentire deroghe al limite, accompagnate da un rafforzamento dell’insegnamento dell’italiano.
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