Petriccione a tutto gas. È lui il motore del Catanzaro
Il Catanzaro è cambiato tanto, a centrocampo quasi tutto però l’eccezione lì in mezzo non è da poco, anzi. Jacopo Petriccione, 31 anni, alla quarta stagione in giallorosso, è sempre il motore puntuale della squadra. È stato così anche nella prima vittoria stagionale con la Carrarese, esordio in casa dopo tre trasferte di fila: «Giocare al “Ceravolo” è sempre un vantaggio, non per niente l’anno scorso ne avevamo perso solo una prima dell’ultima. Qui prendiamo punti pesanti, così è stato pure stavolta».
Tu e gli altri senatori cosa avete detto al gruppo dopo le tre sconfitte?
«In quei momenti Iemmello è sempre fondamentale, ci ricorda di restare equilibrati e mantenere il giusto entusiasmo. Le prestazioni non sono mancate in nessun caso e meritavamo qualcosa in più: a Vicenza siamo stati autoritari per 60’ e questo forse ci ha un po’ fregati, a Pisa e Bolzano abbiamo fatto due grandi secondi tempi anche se poi i risultati spostano il giudizio».
Ora il viaggio a Genova nella tana della Sampdoria: cosa ti aspetti?
«Marassi per me è fra gli stadi più belli d’Italia in assoluto, la Samp è un club storico. Vogliamo dare continuità e prendere punti fuori casa, sarebbe molto importante perché poi c’è una lunga pausa».
A centrocampo sei circondato da novità, quindi potete solo crescere.
«Non è facile trovare le sintonie con i nuovi se pensiamo ai tre anni con Pontisso e Pompetti, con cui giocavamo a memoria. Ma sono arrivati ragazzi forti come Mosti, Tchaouna si è inserito subito alla grande e personalità, Giovane ha qualità».
A proposito di ex: che impressione ti stanno facendo Favasuli, Liberali, Cisse e Aquilani?
«Un’emozione per tutti il gol di Cisse allo Stadium contro la Juve. Ci siamo anche sentiti. Sono andati in top club di A per fare la differenza, qui spostavano gli equilibri. E il mister che fosse un allenatore importante lo sapevamo».
Con voi ora c’è un altro talento come Pafundi…
«È un po’ il Liberali dell’anno scorso, spezza l’equilibrio, salta l’uomo, è fondamentale. Noi ce lo coccoliamo e questa dev’essere la sua stagione».
La finale playoff di Monza è un rimpianto?
«No, perché abbiamo dato tutto. Sarebbe stata una magia incredibile e resta l’amaro in bocca, ma c’è l’orgoglio di aver compiuto qualcosa di straordinario che ha fatto parlare di noi tutta l’Italia».
Cosa ha portato di diverso il tecnico Gorgone?
«È stato bravo a mantenere la fase di possesso, lasciandoci liberi di esprimere le nostre qualità in palleggio. In fase difensiva ci ha chiesto di essere più aggressivi, di correre in avanti, anche se in alcune occasioni stiamo più bassi».
Chi ti sta piacendo di più in B?
«Il Mantova è partito forte, il Cesena mi piace un sacco e anche l’Ascoli gioca molto bene, con la base della promozione come il primo Catanzaro di Vivarini. Poi è la solita B, che il Palermo deve vincere per forza».
A fine stagione saresti soddisfatto se…
«Non so se è un bene o un male, ma ho sempre dato priorità alla squadra, quindi sarei felice per la permanenza nella categoria, ma sarebbe un sogno rivivere le serate magiche dei playoff».
Hai 31 anni e quella del Catanzaro è la maglia che ha vestito più volte in carriera (95): ci pensi a chiudere qui, quando sarà il momento?
«Me lo auguro. Quando stai bene come me, e la famiglia è felice, al campo vai sereno. Soverato mi ricorda dove sono cresciuto: qui mi sento a casa».
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