Marche

Truffa del finto carabiniere alla nonnina, ma la vicina detective fa saltare il raggiro: due donne denunciate

ANCONA Prima la telefonata che gela il sangue: «Suo nipote è sospettato di una rapina». Poi la corsa a raccogliere l’oro di casa e, poco dopo, due donne alla porta pronte a ritirarlo. Il copione è quello del “finto carabiniere”, ma stavolta il piano si è inceppato proprio sul più bello: una vicina di casa ha capito che qualcosa non tornava ed è intervenuta, costringendo le due sconosciute ad allontanarsi senza riuscire a portare via nulla.

A distanza di settimane, i carabinieri della Stazione di Ancona-Poggio hanno identificato e denunciato due donne residenti fuori provincia per tentata truffa aggravata in concorso.

 La telefonata

L’episodio risale a un pomeriggio dello scorso luglio. A finire nel mirino è stata un’80enne, contattata sul proprio cellulare da un uomo che si è presentato come appartenente all’Arma. La storia costruita per convincerla era quella ormai ricorrente in questo tipo di raggiri: il nipote sarebbe stato sospettato di aver commesso una rapina e serviva verificare se gli oggetti preziosi presenti in casa potessero essere riconducibili alla refurtiva. L’anziana, allarmata da quanto le veniva raccontato, è stata quindi invitata a raccogliere tutti gli oggetti in oro che possedeva.

Qualcuno sarebbe passato poco dopo per prenderli e sottoporli, almeno secondo il racconto del falso militare, a un controllo. E qualcuno, effettivamente, si è presentato. Due donne hanno raggiunto l’abitazione dell’80enne, pronte a farsi consegnare i preziosi. È in quel momento che una vicina di casa si è accorta della situazione. Ha intuito il raggiro in corso ed è intervenuta prima che lo scambio avvenisse.

Le due donne, vistesi scoperte, si sono allontanate senza riuscire a mettere le mani sull’oro. Subito dopo l’anziana si è presentata alla Stazione dei carabinieri di Poggio per denunciare l’accaduto. Da quella segnalazione sono partiti gli accertamenti dei militari, che hanno ricostruito i passaggi del tentativo di truffa fino a concentrare l’attenzione su due donne residenti fuori provincia.

Le indagini

Secondo quanto riferito dall’Arma, gli investigatori hanno raccolto gravi indizi di colpevolezza nei loro confronti. Entrambe risultano già note alle forze dell’ordine e gravate da precedenti di polizia. Al termine dell’attività investigativa sono state deferite in stato di libertà all’autorità giudiziaria con l’ipotesi di tentata truffa aggravata in concorso. Restano indagate e, come previsto dalla legge, sono da considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.




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