Ex Ilva, l’attivista Manna: «Fuoriuscita materiale schiumoso verso i canali»
Fuoriuscita di materiale schiumoso giallastro dall’altoforno 2 dell’ex Ilva per finire nei canali: l’attivista Manna allerta Arpa e Guardia Costiera per possibili sversamenti marini.
TARANTO- A pochi minuti dalla sentenza decisiva della Corte d’Appello di Milano sul fermo dell’area a caldo dell’ex Ilva, i riflettori tornano ad accendersi sui livelli di inquinamento dello stabilimento siderurgico di Taranto. Ieri mattina, 11 settembre 2026, un nuovo presunto episodio di sversamento è stato documentato e segnalato dall’attivista Luciano Manna, responsabile della piattaforma d’inchiesta VeraLeaks. Stando a quanto denunciato da Manna, dal condotto di un tombino situato proprio sotto la struttura dell’altoforno 2 avrebbe iniziato a fuoriuscire un denso materiale schiumoso di una vistosa tonalità giallastra. La scena, immortalata in un materiale fotografico poi allegato formalmente agli atti di segnalazione, mostrerebbe il flusso della sostanza diretto verso le canalizzazioni interne del perimetro industriale.
L’INTERVENTO DI ARPA PUGLIA E GUARDIA COSTIERA SULLA SEGNALAZIONE DELLA PRESUNTA FUORIUSCITA DI MATERIALE SCHIUMOSO DALL’EX ILVA
Di fronte all’episodio, l’attivista ha tempestivamente allertato sia i tecnici di Arpa Puglia che i militari della Guardia Costiera per sollecitare un’ispezione immediata e campionare la matrice chimica del composto. L’allarme riguarda in particolare il percorso dei canali asserviti agli impianti, il cui tratto finale sfocia direttamente nelle acque del Mar Grande. «Gli impianti ex Ilva inquinano ancora», ha ribadito Manna, chiedendo massima trasparenza sull’impatto ambientale dell’accaduto.
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