Lazio

morta a 78 anni la storica leader radicale

C’è un’immagine che più di ogni altra restituisce l’essenza di Emma Bonino: il fumo sottile di una sigaretta tenuta tra le dita mentre, con voce ferma e sguardo penetrante, sfidava le convenzioni di un Paese spesso troppo lento per stare al passo con le sue intuizioni.

La storica leader radicale e fondatrice di +Europa si è spenta a 78 anni a Roma, lasciando un vuoto incolmabile nel panorama politico e civile della Nazione.

L’ultimo capitolo si è consumato nel pomeriggio del 7 settembre, quando un’improvvisa e severa crisi respiratoria nella sua abitazione del centro storico ha reso indispensabile il trasporto d’urgenza al vicino ospedale Santo Spirito.

Un corpo provato da anni di battaglie e da lunghe degenze — tra cui quella del 2025 trascorsa tra le cure intensive e il successivo trasferimento al San Filippo Neri —, ma mosso fino all’ultimo da uno spirito indomabile.

Dalla tesi su Malcolm X alle amette d’arresto: l’epopea dei diritti

Nata nel 1948 tra le colline piemontesi di Bra, la giovane Emma comprese presto che il suo orizzonte non si sarebbe fermato ai confini della provincia.

Dopo la laurea alla Bocconi con una pionieristica tesi sull’autobiografia di Malcolm X, l’incontro con Marco Pannella e il Partito Radicale negli anni Settanta ne segnò la traiettoria umana e politica.

La disobbedienza civile: Con la nascita del Cisa e la drammatica autodenuncia per procurato aborto, accettò il rischio della prigione pur di costringere le istituzioni a guardare in faccia la realtà del dramma clandestino, spianando la strada all’approvazione della legge 194.

Le aule del potere: Eletta alla Camera nel 1976 ad appena 28 anni, ha attraversato cinquant’anni di storia repubblicana svolgendo ruoli chiave da senatrice, vicepresidente di Palazzo Madama e ministra degli Esteri.

L’Europa dei popoli e la stima con il Papa

Sguardo proiettato ben oltre i confini nazionali, la Bonino ha incarnato la visione di un’Europa dei diritti e dell’accoglienza.

Da Commissaria europea negli anni Novanta non esitò a recarsi nei teatri di guerra più sanguinosi, dalla Bosnia martoriata all’Afghanistan dei talebani, battendosi con tenacia per la nascita della Corte Penale Internazionale e per la moratoria dell’Onu contro la pena di morte.

Negli ultimi anni, la sua casa nel cuore del rione Trastevere era diventata punto di approdo e di confronto anche per chi proveniva da percorsi culturali distanti.

Tra questi Papa Francesco, che non aveva mai nascosto la profonda stima per la sua determinazione, facendole visita a sorpresa dopo i ricoveri. Emma Bonino lascia in eredità un metodo fatto di passione, rigore laico e la certezza che, per le grandi conquiste civili, non ci si debba mai rassegnare.

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