il Lazio adegua le tutele per i professionisti alla legge nazionale
Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato all’unanimità la nuova proposta di legge che recepisce ed adegua la disciplina regionale sull’equo compenso al quadro normativo statale (legge 21 aprile 2023, n. 49).
Il provvedimento, nato su iniziativa della vicepresidente e assessora allo Sviluppo economico Roberta Angelilli di concerto con l’assessore al Lavoro Alessandro Calvi, aggiorna la legge regionale n. 6 del 2019, di cui il Lazio era stato apripista in Italia.
La riforma rafforza le garanzie per migliaia di lavoratori autonomi nei rapporti contrattuali con la Pubblica Amministrazione regionale, le sue partecipate e i suoi enti strumentali.

Cosa prevede la nuova legge: stop ai contratti al ribasso
La norma fa propri i criteri nazionali definendo il compenso come misura tassativamente proporzionata alla qualità, quantità, complessità ed estensione delle prestazioni svolte, nel rispetto dei parametri ministeriali previsti per le distinte categorie aziendali e ordinistiche.
Tra le novità sostanziali approvate dalla Pisana:
Divieto di clausole inique: È fatto divieto assoluto di inserire negli accordi professionali clausole che non prevedano un compenso equo o che deroghino ai minimi previsti.
Estensione dell’ambito d’applicazione: Le regole si applicano a tutti gli incarichi conferiti da Giunta, Consiglio, enti strumentali e società controllate dalla Regione Lazio.
Tutela della dignità del lavoro: Il provvedimento mira a contrastare le gare al ribasso e la svalutazione delle competenze professionali nell’affidamento dei servizi pubblici.
Le reazioni: «Scelta condivisa con ordini e giovani professionisti»
«L’entrata in vigore della legge 49/2023 rendeva necessario questo adeguamento per garantire piena coerenza con i principi nazionali», spiega la vicepresidente Roberta Angelilli. «Rafforziamo concretamente la tutela del lavoro autonomo: un compenso adeguato alla qualità e alla quantità delle prestazioni significa difendere la dignità professionale e garantire la qualità dei servizi resi ai cittadini».
L’impianto del testo è stato recepito a valle di un confronto con le rappresentanze di categoria: «È un aggiornamento indispensabile, condiviso fin dall’inizio con gli ordini professionali e con la Consulta dei giovani professionisti e imprenditori del Lazio», ha concluso Angelilli.
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