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Olimpiadi Brisbane 2032, torna la breakdance?


Il Cio e il comitato organizzatore dei Giochi estivi di Brisbane 2032 sono ancora in fase di elaborazione del programma olimpico, con decine di sport in lizza per mantenere il proprio posto o fare il loro debutto. Tra questi il breaking (o breakdance) e il salvamento in mare. Anche il cricket, che torna a pieno titolo a Los Angeles 2028 dopo oltre un secolo, sta collaborando con l’International Cricket Council per garantirne la permanenza anche in Australia.

Sebbene il programma abbia raggiunto il suo massimo storico con 36 sport nella lista di LA28, si prevede che verrà ridimensionato per Brisbane, poiché il Cio sta cercando di tenere sotto controllo i numeri (e i costi), con la presidente Kirsty Coventry che ha affermato: “Non possiamo continuare a crescere sempre di più”. Il programma definitivo per Brisbane 2032 sarà annunciato entro la fine di quest’anno o all’inizio del prossimo e rappresenterà “un punto di svolta importante” per le Olimpiadi, assicurano gli organizzatori.

Il nuoto di salvamento è molto popolare in Australia. La breaking ha fatto il suo debutto olimpico a Parigi 2024 poi è stata cancella dal Cio dai Giochi di Los Angeles: curioso perché questa danza è nata proprio negli Usa, esattamente nel Bronx. Ora vorrebbero recuperarla nel 2032: è uno sport molto giovane e spettacolare anche dal punto di vista televisivo.

Come lo skateboarding, d’altronde: il presidente della World Skate, Sabatino Aracu, è stato in Australia a parlare con gli organizzatori, e lo skateboarding ha buone possibilità di essere riconfermato, arrivando così alla sua quarta Olimpiade. Buone chances anche per l’arrampicata (climbing) e il basket 3×3, non si sa invece ancora se resteranno flag football e lacrosse, sport molto americani. In forte bilico anche il pentathlon moderno. Il Cio si è impegnato costantemente per raggiungere un pubblico più giovane e ha introdotto sport più accessibili in questi anni. Il direttore sportivo del Cio, Kit McConnell, ha spiegato che gli sport urbani “possono essere praticati con attrezzature relativamente economiche e in una varietà di contesti, rendendoli accessibili a persone di ogni estrazione sociale”. Ma poi c’è da tenere conto anche delle esigenze degli organizzatori dei Giochi e il Cio ha dovuto piegarsi qualche volta a decisioni poco felici…


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