Viaggi e turismo

Brusk e Abby: i musei del futuro che dialogano coi borghi antichi delle Fiandre

Fabrizio Barozzi è un pluripremiato architetto italiano nato a Rovereto nel 1976. Tra le sue opere la Filarmonica di Stettino (Polonia), il Museo Cantonale di Belle Arti a Losanna e il Bündner Kunstmuseum a Coira (Svizzera). Con Abby lo studio Barozzi Veiga ha vinto il FAD Award internazionale.

Ora con Abby ha vinto il prestigioso FAD Award, entrando inoltre nella shortlist degli EU Mies Awards.

L’abbazia diventata museo si fa in cinque

Abby si compone di cinque parti principali, ciascuna con una propria identità spaziale e funzionale: c’è il modernissimo Padiglione d’ingresso, un geometrico monolito costruito ex novo nel parco con una facciata di mattoni scuri riciclati: è l’area di accoglienza e socializzazione, che ospita l’Abby Cafè, la reception, la biglietteria, il guardaroba.

L’interno del Padiglione che ospita l’Abby cafè, dominato da un intenso e caldo colore rosso mattone: il design minimalista e geometrico richiama l’atmosfera dei refettori monastici.

Poi il corpo storico principale, l’Antico Dormitorio, ex cuore del convento, ripulito da tutte le pareti divisorie moderne per ritrovare i suoi volumi originari. Ospita la collezione permanente del museo, in particolare, le antiche e pregiate ceramiche delle Fiandre.

Quindi abbiamo la Cappella Monumentale del XVI secolo, fulcro spirituale, l’oggetto del restauro “per sottrazione” più radicale poiché liberata da solai e corridoi posticci accumulati nei secoli. Funge da spazio espositivo per grandi installazioni contemporanee o arti performative che richiedono altezze importanti.

Abby si compone di cinque parti principali, ciascuna con una propria identità spaziale e funzionale: molto ampi gli spazi per le esposizioni, che si estendono anche sottoterra (foto di Simone Marcolin).

Imponente poi il lavoro per realizzare le Gallerie Sotterranee (“White Boxes”). Per non intaccare la bellezza del parco storico, infatti, gli architetti hanno scavato i principali spazi espositivi sotto i cortili dell’abbazia: mille metri quadrati di sale sotterranee completamente neutre, iper-tecnologiche e isolate dall’esterno, dedicati esclusivamente alle grandi mostre temporanee d’avanguardia e ai prestiti di opere d’arte internazionali.

Ben mille i metri quadrati di Gallerie sotterranee, le «White Boxes» bianche e ipertecnologiche che si trovano sotto il cortile dell’antica abbazia.

Completa il complesso storico un’ala convertita in un centro educativo polifunzionale, con l’Atelier e i laboratori didattici.

La mostra: un dialogo di quattro secoli tra artisti

Ma vediamo le mostre. Dal 30 ottobre Abby ospiterà “After Nature: Beauty and Decay from Savery to Today”, dialogo intergenerazionale tra i capolavori seicenteschi di Roelant Savery (panorami fantastici, creature magiche, foreste in fiamme) e le opere di 35 artisti contemporanei.

Un intrigante confronto a distanza di quattro secoli, nel nome della bellezza e della decadenza.

L’ormai estinto dodo era uno dei soggetti preferiti di Roelant Savery, pittore del «secolo d’oro olandese» nato proprio a Kortrijk e protagonista della grande mostra «After Nature: Beauty and Decay from Savery to Today» (che aprirà ad Abby il 30 ottobre). Quest’opera è del 1626.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »