Calabria

Due mesi di stop per il Consiglio regionale. Il voto a Reggio “frena” tutto il resto

L’ultima seduta del Consiglio regionale è andata in scena lo scorso 5 agosto. La prossima sarà convocata tra la fine di questo mese e l’inizio di ottobre. Due mesi di pausa per la massima assemblea elettiva calabrese, ma non per i suoi consiglieri. Impegnati da giorni in riunioni di commissione ma senza la “fretta” di approvare provvedimenti da portare in Aula. Ci sarà tempo per valutare nel merito le proposte di legge presentate, compresa quella relativa alla riforma del trasporto pubblico locale sulla quale la maggioranza aveva dato l’impressione di voler accelerare.
Ma cosa si cela dietro questo cambio di passo? Nessuno lo dice apertamente ma gli spifferi che arrivano dal Palazzo suggeriscono una prudenza dettata dalla necessità di non rischiare nulla prima della celebrazione delle Suppletive in programma a Reggio Calabria il 27 e 28 settembre.
Per portare a casa la legge sul Tpl , sono necessari 21 voti, un numero pari alla maggioranza dei due terzi per come indicato dallo Statuto calabrese. Il centrodestra, ad oggi, almeno sulla carta è fermo a 20 dopo lo strappo di Domenico Giannetta, dimessosi dalla carica di capogruppo di Forza Italia per candidarsi nel collegio di Reggio con Futuro Nazionale per il seggio in palio a Montecitorio.
L’articolo completo è disponibile sull’edizione cartacea e digitale


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